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La Corte d’Appello conferma il verdetto del tribunale di Matera

“Il Cotrab non poteva chiedere interessi sui pagamenti in ritardo”

La sentenza si intreccia ora con il processo davanti alla Corte dei Conti al governatore Bardi e quattro assessori della sua prima giunta

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Redazione
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Primo Piano
“Il Cotrab non poteva chiedere  interessi sui pagamenti in ritardo”
POTENZA - Il Consorzio Cotrab non può chiedere gli interessi per i pagamenti (che in teoria dovevano essere trimestrali) ritardati nel periodo compreso tra il 2009 e il 2018 perché il servizio che stava prestando era legato ad una concessione, tipologia alla quale non possono essere applicati. Con questa motivazione la sezione Civile della Corte d’Appello di Potenza ha confermato la sentenza di primo grado con cui, nell’estate del 2022, il tribunale di Matera aveva già respinto in primo grado la domanda risarcitoria da parte del Consorzio di trasporto pubblico locale che richiedeva interessi per circa 3,5 milioni di euro (relativi al servizio prestato nella provincia di Matera), poi lievitati fino a superare i 4 milioni di euro.
Il tribunale di Potenza
Il tribunale di Potenza
La questione era stata risolta in via stragiudiziale dalla Regione Basilicata con un risarcimento complessivo di circa 11 milioni di euro riconosciuto alle circa 30 aziende del trasporto pubblico su gomma raggruppate nel Consorzio Cotrab per chiudere il consorzio decennale relativo al servizio prestato sull’intero territorio regionale. Nonostante la transazione, la Provincia di Matera aveva deciso di proseguire nel giudizio per far valere in ogni caso le proprie ragioni. La vicenda, lo ricordiamo, è ora all’attenzione della Corte dei Conti di Basilicata. L’iniziale impianto accusatorio della procura contabile è stato ridimensionato nel numero degli imputati dopo le controdeduzioni presentate dalle difese nei mesi scorsi. Oltre a quelle degli allora assessori regionali Francesco Cupparo (l’unico ancora in giunta), Michele Casino e Gerardina Sileo (i quali avevano controdedotto di non aver preso parte all’adozione delle delibere di giunta attraverso cui erano stati approvati gli atti transattivi e disposta la loro esecuzione), la procura regionale della Corte dei Conti, ha archiviato in modo definitivo anche le posizioni di altri otto dirigenti regionali all’epoca dei fatti: si tratta di Angelo Santo Luongo, Donato Arcieri, Viviana Cappiello, Mario Cerverizzo, Maria Carmela Santoro, Vito Marsico, Liliana Santoro e Alberto Caivano. Le indagini e le controdeduzioni presentate dai dirigenti hanno dimostrato che i ritardi nei trasferimenti dei fondi alle Province sono stati determinati dall’insufficienza degli stanziamenti nel bilancio regionale e dai tempi tecnici necessari per la sua approvazione. A questi fattori si sono aggiunti i vincoli imposti dal patto di stabilità e i tempi necessari agli uffici di Ragioneria per l’emissione dei mandati di pagamento. Il decreto di archiviazione firmato dal pm contabile Ilda Coluzzi sottolinea come manchi l’elemento psicologico della colpa grave, poiché il ritardo è stato causato da una concorrenza di fattori esterni che hanno impedito il tempestivo adempimento delle obbligazioni.
Il presidente della giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi
Il presidente della giunta regionale di Basilicata, Vito Bardi
Tra i destinatari dell’invito a dedurre dello scorso mese di maggio c’erano anche il governatore lucano, Vito Bardi, l’attuale assessore alla Salute, Cosimo Latronico, gli ex assessori Francesco Fanelli e Alessandro Galella (oggi consiglieri regionali) e l’ex assessore Donatella Merra. Per loro il processo contabile di primo grado prenderà il via il prossimo 14 luglio. Secondo la procura della Corte dei Conti, il “faro” nella condotta della Regione doveva essere rappresentato proprio dalla decisione del tribunale di Matera che nel 2022 aveva convalidato il criterio di calcolo degli interessi maturati che aveva restituito il risultato di circa mezzo milione di euro. Ma nel 2023, con apposita delibera, la giunta Bardi aveva riconosciuto per intero le pretese del Cotrab. “Sin dal primo momento - si legge nell’invito a dedurre dello scorso mese di maggio - in cui è iniziata la trattativa per un’intesa con il Cotrab, la giunta regionale ha considerato unicamente le richieste del Consorzio, riconoscendo una disponibilità a chiudere le vertenze giudiziarie attraverso il pagamento come unilateralmente determinati dal gestore del trasporto”.

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