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Non solo benzina e spesa: dopo vacanze "salato" per i redditi bassi

Secondo il Codacons, per una famiglia un aumento dei prezzi del 3% può tradursi in una maggiorazione fino a 70 euro. A ottobre attesa la Carta “Dedicata a te”

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Non solo benzina e spesa: dopo vacanze "salato" per i redditi bassi
POTENZA - Il ritorno dalle vacanze rischia di essere particolarmente amaro per le famiglie lucane. L’autunno si apre infatti con una lunga lista di spese che, una dopo l’altra, possono mettere ulteriormente sotto pressione bilanci familiari già fragili. Carburanti, bollette di luce e gas, carrello della spesa, trasporti e libri scolastici: il rischio è quello di una nuova stagione di rincari proprio mentre molte famiglie devono affrontare le spese legate alla ripresa delle attività quotidiane. In Basilicata il problema assume un peso particolare. La conformazione del territorio e la presenza di numerosi piccoli comuni rendono l’automobile, per molti cittadini, uno strumento indispensabile per raggiungere il posto di lavoro, gli uffici, le scuole e perfino i servizi sanitari. Il caro benzina e gasolio, dunque, non è soltanto una voce di consumo in più: diventa una sorta di tassa indiretta sulla mobilità. Ma la benzina è soltanto il primo anello di una catena che arriva direttamente fino alla spesa quotidiana. L’aumento dei costi energetici e dei trasporti può infatti trasferirsi sui prezzi dei prodotti, con effetti particolarmente pesanti per le famiglie a reddito medio e basso. Secondo le stime richiamate dal Codacons, per una famiglia con due figli un aumento medio dei prezzi del 3% può tradursi in una maggiore spesa fino a 70 euro.
Il carrello della spesa resta uno dei terreni principali sui quali provare a recuperare risorse. Secondo l’ultima indagine di Altroconsumo, una famiglia di quattro persone che spende mediamente 9.450 euro all’anno per gli acquisti alimentari e per i prodotti di largo consumo può teoricamente risparmiare fino a 3.790 euro, pari al 40%, scegliendo con attenzione il punto vendita e i prodotti da acquistare. L’indagine evidenzia come nel Mezzogiorno le differenze di prezzo tra un punto vendita e l’altro possano essere più contenute rispetto alle grandi città del Nord. Per una regione come la Basilicata, caratterizzata da una minore densità commerciale e da una distribuzione della popolazione su un territorio molto ampio, la possibilità di scegliere tra numerose insegne non è sempre la stessa.
LA CARTA “DEDICATA A TE”- Sul fronte del sostegno alle famiglie economicamente più fragili, l’autunno dovrebbe portare l’attivazione della Carta “Dedicata a te” per il 2026. La misura, secondo il quadro normativo previsto, mette a disposizione un contributo di 500 euro per nucleo familiare destinato all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. L’erogazione avverrà attraverso carte elettroniche nominative e ricaricabili. Le procedure prevedono il coinvolgimento dell’Inps e dei Comuni, ai quali saranno trasmessi gli elenchi dei nuclei individuati sulla base dei requisiti e dei criteri di priorità. Le somme dovrebbero essere accreditate a partire da ottobre 2026 e il primo pagamento dovrà essere effettuato entro il 16 dicembre. Per la Basilicata non è ancora disponibile il numero definitivo dei beneficiari ripartito per singolo Comune. Saranno infatti gli enti locali, sulla base degli elenchi trasmessi dall’Inps e delle procedure previste, a pubblicare le informazioni relative ai nuclei destinatari della misura. Il contributo previsto è pari a 500 euro per nucleo familiare e si rivolge alle famiglie in condizioni di maggiore difficoltà economica, con particolare attenzione ai nuclei numerosi e a quelli con figli minori. Tra i requisiti indicati per l’accesso rientra un’attestazione Isee entro la soglia prevista, fissata in linea generale a 15 mila euro, oltre alla residenza in Italia. Sono inoltre previste incompatibilità con alcune altre misure di sostegno al reddito e con determinate prestazioni.
La carta è destinata principalmente all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Dopo il decreto attuativo, il percorso operativo prevede la trasmissione dei dati dall’Inps ai Comuni, la formazione e la pubblicazione degli elenchi dei beneficiari, le comunicazioni alle famiglie e, infine, il ritiro o l’attivazione delle carte attraverso il sistema postale. (A.G.)

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