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Prosegue la protesta

Caro carburanti, i vescovi lucani scendono in campo: "La politica non lasci soli lavoratori e famiglie"

Solidarietà ai manifestanti e appello a Governo e Regione: agricoltura e trasporti vitali per il futuro della Basilicata. "A rischio il lavoro e la sopravvivenza dei territori"

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Redazione
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Primo Piano
Caro carburanti, i vescovi lucani scendono in campo: "La politica non lasci soli lavoratori e famiglie"
POTENZA- Una forma di protesta che unisce chi produce sostentamento e chi lo trasporta, contro la morsa del carovita. La protesta degli agricoltori, unita a quella degli autotrasportatori, non si ferma. Dopo il corteo dello scorso venerdì che ha visto cento trattori, guidati da Coldiretti, marciare fin sotto il palazzo della Regione a Potenza, ieri mattina numerosi coltivatori diretti a bordo dei rispettivi mezzi agricoli, si sono radunati in località Tre Confini a Montescaglioso di-retti a Matera. La mobilitazione voluta dal Comitato Agricolo Materano, con il sostegno dell’associa-zione Granosalus, è stata promossa per puntare i riflettori sula riduzione del valore del Made in Italy, in questo caso del Made in Basilicata, sull’aumento dei costi e sul calo dei pagamenti diretti della Pac. La questione però si intreccia con un malessere diffuso che unisce la rabbia per i mancati guadagni, alla impossibilità di andare avanti. Troppe le spese da affrontare a partire da quelle energetiche e dal costo del gasolio agricolo. Mentre i ricavi sono all’osso. Un mix esplosivo che ha visto manifestare, fianco a fianco, agricoltori e autotrasportatori già a partire dalla scorsa settimana, con il corteo di venerdì 9 ottobre da Policoro a Scanzano e quelli nel Vulture Melfese. Anche qui sulla ss655 di San Nicola Melfi, la protesta non si ferma, nonostante una breve “tregua” concessa per per-mettere ai tanti visitatori attesi nella cittadina federiciana per il weekend dedicato alla sagra della Varola. Una forma di “rispetto” verso quelle amministrazioni comunali, vedi i sindaci di Melfi e Rionero, che questa pro-testa l’hanno sostenuta fin dalla prima ora. Re-stano sempre attivi h24fino al prossimo martedì20 ottobre, salvo per emergenze, i blocchi sulla ss106Jonica all’altezza dello svincolo della Fondovalle dell’Agri il primo, e dello svincolo della Sinnica il secondo.
GLI AIUTIDELLA REGIONE Intanto l’attesa è per la resa esecutiva degli aiuti promessi al tavolo di venerdì mattina tra Coldiretti rappresentata dal presidente Antonio Pessolani, il governatore Vito Bardi e gli assessori Carmine Cicala e Franco Cupparo. La Regione ha assicurato un intervento da 25 milioni di euro per il comparto agricolo. 10 per il gasolio agricolo, altri 10 per il caro energia e 5 per un fondo di rotativo, in caso di calamità naturali. Sette milioni invece andranno agli autotrasportatori. Risposte che ora dovranno tradursi in provvedimenti concreti e tempi certi di attuazione sui quali Col-diretti resta in guardia.
 LA SOLIDARIETA’DEI VESCOVIE L’APPELLOALLE ISTITUZIONI- Sostegno ai manifestanti arriva soprattutto dai vescovi lucani. “La Conferenza Episcopale di Basilicata - si legge nella nota della Cei lucana- guarda con preoccupazione a una situazione che coinvolge attività produttive di grande importanza per la vita della nostra regione. Il carovita, alimentato dai continui rincari del carburante e dall’aumento dei costi di produzione, si aggrava con il continuo aumento dei prezzi e tocca la carne viva e spesso sofferente di tutti i cittadini. A patirne sono innanzitutto coloro che dispongono di minori risorse. Una situazione che non può lasciare nessuno indifferente. Nel nostro territorio, che si configura in larga misura come un’area interna, l’agricoltura e il trasporto delle merci non sono legati soltanto al lavoro, alle filiere locali e alla possibilità direstare sul territorio: rappresentano anche una prospettiva e un’occasione di futuro. Quando questi settori faticano a proseguire la propria attività, chi vi opera non si sente rappresentato e lamenta una condizione di solitudine sociale. Diventa difficile intravedere un futuro; a risentirne sono le famiglie e, con esse, l’intera comunità regionale”. I vescovi perciò, rivolgono un appello al Governo e alla Regione perché, come dicono “ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, affronti il peso dei costi del carburante e ne valuti le ricadute sull’agricoltura e sui trasporti. “Le scelte adottate - concludono- tengano conto di ciò che è veramente in gioco per i territori lucani: la continuità e la salva-guardia del lavoro, insieme alla loro più autentica vitalità".
 

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