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Più ingressi e meno rimpatri

Cpr di Palazzo San Gervasio, il più costoso d'Italia

Nel 2025, 934 le persone entrate ma solo 159 sono state rimpatriate. La spesa supera i 4 milioni di euro, mentre il rapporto di ActionAid e Università di Bari denuncia carenze nella gestione

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Redazione
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Primo Piano
Cpr di Palazzo San Gervasio, il più costoso d'Italia
PALAZZO SAN GERVASIO -  Più ingressi, meno rimpatri e una spesa in forte crescita. È il bilancio del Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, secondo il rapporto di ActionAid Italia e del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Bari. Nel 2025 sono entrate nella struttura 934 persone, l’11 per cento in più rispetto all’anno precedente. I rimpatri, invece, sono stati appena 159: il 24,6 per cento in meno. Significa che soltanto 17 persone ogni cento ingressi sono state rimpatriate. Aumentano anche i costi. Gestione e manutenzioni hanno superato i quattro milioni di euro, con una crescita del 71,4 per cento rispetto al 2024. Considerando queste sole voci, il costo per ogni rimpatrio è di circa 25.400 euro, contro una media nazionale di circa 16.560. Ma il rapporto segnala anche le criticità nella gestione.
Nel corso del 2025 la prefettura ha effettuato dodici visite ispettive e dodici controlli documentali, applicando penali per oltre 35 mila euro. Tra le carenze rilevate, copertura insufficiente del personale, problemi nell’assistenza sanitaria, vitto e pulizia. Sono 411, inoltre, le uscite per mancata convalida o proroga del trattenimento: il 44 per cento degli ingressi. Sul fronte delle condizioni di vita, Trattenuti ha ricostruito 67 eventi critici tra gennaio e luglio 2026, prevalentemente episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio. Il rapporto richiama anche i due decessi avvenuti nel centro nell’agosto 2024 e nell’agosto 2026.


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