MATERA- Si è conclusa la quarta edizione di Matera Fiction, che, nei giorni scorsi, ha trasformato la Città dei Sassi in un punto di incontro e confronto tra protagonisti della televisione, autori, produttori e professionisti dell'audiovisivo, confermando la vocazione internazionale della manifestazione. Sei giornate dedicate alla serialità televisiva e alle nuove forme di narrazione, con uno sguardo privilegiato alle produzioni del Mediterraneo, dal Marocco alla Tunisia, dall'Algeria alla Turchia, in dialogo con l'industria audiovisiva italiana. A suggellare la manifestazione, l'incontro con il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, affiancato da Antonio Nicaso e Donato Santeramo, che ha richiamato un pubblico numeroso, facendo registrare il tutto esaurito, con spettatori anche in piedi.
Al centro del confronto, il rapporto tra rappresentazione della criminalità, responsabilità degli autori e influenza dei linguaggi audiovisivi sulle giovani generazioni. Gratteri ha espresso una posizione particolarmente critica nei confronti di quelle serie televisive e produzioni cinematografiche che rischiano di trasformare boss e criminali in figure affascinanti, carismatiche e, soprattutto, in modelli da imitare. Secondo il procuratore, alcune narrazioni finiscono per esaltare, anche involontariamente, codici estetici e comportamentali legati alla criminalità, presentando la violenza, la sopraffazione e il potere come simboli di successo. Un rischio che riguarda soprattutto i più giovani, maggiormente esposti al fascino di personaggi negativi raccontati attraverso linguaggi spettacolari. Particolare attenzione è stata riservata all'assenza, in alcune produzioni, di figure positive capaci di rappresentare un'alternativa concreta al mondo criminale. In storie dominate dalla violenza e dalla prepotenza, la mancanza di riferimenti come insegnanti, magistrati o rappresentanti delle forze dell'ordine può contribuire, secondo Gratteri, a indebolire il messaggio educativo del racconto. Il procuratore ha inoltre richiamato episodi e osservazioni maturati nel corso della propria esperienza personale e professionale, sottolineando come determinati atteggiamenti di prepotenza e ostentazione della forza possano trovare nei modelli proposti dai media una forma di legittimazione. Da qui l'appello rivolto a sceneggiatori, registi e produttori: raccontare la criminalità senza mitizzarla, nella consapevolezza che il linguaggio audiovisivo contribuisce anche a costruire immaginari e modelli culturali. Nel corso della serata conclusiva, Nicola Gratteri ha ricevuto un premio speciale, consegnato da Luciano Dell'Acqua, fondatore e Ceo di Studio Lambda. Premiati anche lo scenografo Mario Garrambone, Erdi Isik per la sceneggiatura del film turco Sultana e Social History, produzione Rai Documentari e Bug Srl, riconosciuta come migliore docuserie di Matera Fiction 2026. Tra le serie presentate, particolare attenzione per Millenials (2026), dramedy contemporanea creata, scritta e diretta da Ludovica Lirosi, che ha già collezionato oltre 58 tra premi, nomination e selezioni ufficiali in più di 28 Paesi. Prodotta da Lulifilm, la serie racconta con realismo e ironia le relazioni, le fragilità e le contraddizioni dei giovani adulti, affrontando temi come amore, amicizia, sessualità, salute mentale e rapporti familiari. Protagonista Julia Liros, affiancata da Matteo Germinario, Angelica Pisilli e Derli Do Rosario Soares, in un cast di oltre 50 interpreti che comprende anche Luis Molteni, alla sua ultima interpretazione. Distribuita internazionalmente da Rai Com e Mediterráneo Mediaset España Group, la serie è già disponibile in Svizzera su blue TV di Swisscom. Tra gli ospiti della quarta edizione, Katherine Kelly Lang e Maurizio Mattioli, protagonisti di incontri con il pubblico e appuntamenti dedicati alla memoria televisiva e ai nuovi linguaggi dell'audiovisivo. Grande attenzione anche per Cantiere Mediterraneo, spazio di confronto tra produttori e professionisti del settore sulle opportunità di coproduzione, collaborazione internazionale e sviluppo della serialità televisiva. Matera Fiction chiude così la quarta edizione confermandosi un appuntamento capace di unire spettacolo, cultura e riflessione sociale, rafforzando il ruolo della Città dei Sassi come luogo di incontro tra le industrie audiovisive e le nuove narrazioni del Mediterraneo.