POTENZA - Un’altra giornata lunga e sotto la pioggia per i lavoratori Smartpaper, anche ieri tornati in presidio sotto il palazzo della Regione per rivendicare livelli retributivi e tutele. Dopo aver incontrato in mattinata il capo di Gabinetto del presidente Vito Bardi, Giampiero Perri - per sollecitare anche un’azione politica all’indirizzo di Eni - hanno preso atto nel pomeriggio dell’indisponibilità da parte di Accenture e Datacontact - le due nuove imprese che gestiranno la maxi commessa -. A mediare, naturalmente, le organizzazioni sindacali metalmeccaniche. I rappresentanti dei lavoratori hanno interloquito anche con il presidente di Confindustria, Francesco Somma al quale è stato chiesto un confronto diretto con le aziende attorno ad un tavolo.
Un braccio di ferro apparentemente senza via d’uscita, come emerso anche ieri, al sesto giorno di mobilitazione. I sindacati chiedono il riconoscimento di un salario dignitoso a fronte della proposta di un taglio in busta paga che si aggirerebbe attorno ad una cifra di ben 350 euro mensili nel passaggio dal contratto metalmeccanico a quello Telecomunicazioni.
Nell’incontro di lunedì con l’assessore regionale alle Attività Produttive, Franco Cupparo i rappresentanti sindacali hanno anticipato una proposta sugli aspetti salariali da sottoporre alle aziende - Accenture, Datacontact - subentrate a Smart Paper con l’acquisizione della gara d’appalto dell’Enel e a Confindustria. Proposta che prevedeva la maturazione di uno scatto dei livelli retributivi, pur partendo da una base inferiore di stipendio rispetto a quella attuale, già dal prossimo mese di aprile. Ma le aziende l’hanno rifiutata. Le organizzazioni sindacali, sempre lunedì, hanno inoltre inviato una Pec di diffida chiedendo l’annullamento dell’efficacia della gara attualmente in corso, ritenuta viziata da una evidente non congruità tra il salario reale dei lavoratori e il costo del lavoro indicato nei documenti di gara.