POTENZA- Non contestano il reintegro della maestra, ma le modalità con cui ne sono venuti a conoscenza, senza alcuna garanzia sulle misure precauzionali adottate a tutela dei bambini che non andranno al nido fino a quando non ci saranno risposte da parte delle autorità competenti. Questa la presa di posizione dei genitori dei bambini frequentanti l'asilo nido di via Adriatico a Potenza, dove è tornata in servizio, accompagnata dal suo avvocato, una delle tre maestre sospese un anno fa dopo l'inchiesta della procura sui presunti maltrattamenti ai danni di una trentina di bambini dell'altra sede dell'asilo gestita dalla cooperativa Il Melograno in via Ionio.
La procura di Potenza ha chiuso le indagini, ma nel frattempo la misura cautelare della sospensione è scaduta da qualche settimana e la maestra ha fatto istanza di reintegro, come previsto dalla legge. I genitori contestano proprio il ritardo della magistratura nel dare le prime risposte sulle condotte contestate. Le indagini erano partite dalla denuncia di un'altra maestra e dai filmati delle telecamere piazzate dai carabinieri erano emerse urla, spintoni, schiaffi sulle gambe e sulle braccia. La cooperativa opera in convenzione con il Comune di Potenza che a sua volta ha chiesto chiarimenti sull'intera vicenda.
LA POSIZIONE DEL SINDACO TELESCA- Netta la posizione assunta dal sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca: "Nei giorni scorsi, la cooperativa in un lungo incontro con me e i genitori, aveva prospettato la possibilità di rinviare il reintegro della sua lavoratrice, ma poi ha cambiato idea. Ho quindi formalmente diffidato 'Il Melograno' a consegnarmi in tempi rapidissimi la documentazione che attiene al reintegro dell'educatrice, ai controlli medici e psicoattitudinali fatti e all'obbligo di formazione, previsto dal capitolato, al quale doveva essere sottoposta la lavoratrice in questo anno trascorso", ha concluso il sindaco.
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