MELFI – Ancora uno stop alla produzione e torna la preoccupazione per il futuro industriale di Stellantis a Melfi. Lo stabilimento lucano si fermerà dal 2 al 6 novembre a causa della carenza di componenti. Una nuova interruzione che riaccende l'allarme dei sindacati sulle prospettive occupazionali e sulla tenuta dell'intera filiera automotive regionale.
L'Ugl metalmeccanici chiede certezze sui programmi produttivi e sugli investimenti. "Dietro ogni interruzione ci sono lavoratori, famiglie, salari e imprese che vedono compromessa la possibilità di programmare il proprio futuro. Melfi ha bisogno di certezze, non di continue emergenze produttive", afferma Florence Costanzo, segretaria regionale dell'Uglm Basilicata.
Tra le opportunità indicate dal sindacato c'è l'avvio della produzione della nuova Lancia Gamma, che però, sottolinea Costanzo, dovrà inserirsi in una strategia industriale capace di assicurare continuità produttiva e occupazionale.
Preoccupazione anche dalla Fiom Cgil, che denuncia le conseguenze delle continue fermate sui salari e sulle prospettive dei lavoratori. A destare allarme è inoltre la decisione di internalizzare il servizio di raccolta differenziata, attualmente affidato alla società Devizia, con possibili ricadute sull'occupazione.
La crisi, avverte la Fiom, sta coinvolgendo anche logistica e aziende dell'indotto. Il sindacato ricorda le oltre 3.000 uscite incentivate già registrate a Melfi e denuncia l'assenza di garanzie sui volumi produttivi futuri. La richiesta è chiara: evitare una contrapposizione tra dipendenti Stellantis e lavoratori delle aziende esterne e assicurare un futuro all'intero sistema industriale lucano.