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Nessuna risposta anche sul giudice di pace

Tribunale Melfi, Nordio spegne le speranze di riapertura. Nel silenzio del centrodestra lucano

La replica del sottosegretario Balboni all’interrogazione del deputato Enzo Amendola (Pd) non fa intravedere spiragli

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Redazione
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Primo Piano
Tribunale Melfi, Nordio spegne le speranze di riapertura. Nel silenzio del centrodestra lucano
MELFI - Nessun riferimento alla possibile riapertura del tribunale di Melfi, solo un breve accenno alle carenze di organico dell’Ufficio del Giudice di Pace della città federiciana con la promessa di nuove assunzioni. La risposta del Sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, all’interrogazione con primo firmatario il deputato del Pd, Enzo Amendola (cofirmata dai deputati Sarracino e Laus) sui presidi giudiziari di Melfi, non lascia intravedere spiragli sulla riapertura del tribunale federiciano, soppresso con la riforma dell’ormai lontano 2013. Eppure con un’amministrazione comunale di centrodestra, a guida Maglione, una giunta regionale  sempre di centrodestra, quella Bardi, e un governo centrale dello stesso colore politico, di cui sono espressione i parlamentari di Fratelli d'Italia e Forza Italia eletti in Basilicata - ovvero Caiata, Casellati, Mattia e Rosa - la speranza era che si potesse davvero provare a inserire anche Melfi nel disegno di revisione della geografia giudiziaria avviata dal ministro Nordio. Replicando quello che il centrodestra ha fatto a Sulmona in Abruzzo, dove il presidio giudiziario, pur colpito dall'iniziale provvedimento di soppressione, è tutt'oggi operativo e beneficiario di un'ulteriore proroga, che già viene letta come propedeutica al salvataggio definitivo. Ma evidentemente, non è così. “La risposta - evidenzia Amendola- è priva di qualsiasi riferimento all’attuale emergenza in cui si trova l’Ufficio del Giudice di Pace a causa del sottodimensionamento e della carenza di personale a fronte di un aumento delle competenze così come manca qualsiasi riferimento sulla prospettiva di riapertura del Tribunale su Melfi nonostante le argomentazioni portate dall’intero territorio. Continueremo a incalzare l’esecutivo affinché non eluda la richiesta del territorio su una migliore e più efficace amministrazione della giustizia che passa necessariamente dalla revisione degli Uffici giudiziari e dal potenziamento dell’ufficio del giudice di pace di Melfi. Per verificare quanto affermato ho invitato personalmente il Sottosegretario ad effettuare una visita istituzionale in Basilicata”. Il “caso” del giudice di pace di Melfi era emerso lo scorso mese di febbraio, dopo settimane con gravi deficit funzionali provocati dalle croniche carenze di organico. Il Vulture-Melfese era tornato a mobilitarsi in modo compatto sia per chiedere risposte sulla funzionalità del giudice di pace che sulla possibile riapertura del palazzo di giustizia, ma dalla risposta ministeriale ai temi posti dal deputato Amendola, il rischio di veder calare il sipario sulle speranze della città federiciana e dell’intero territorio è molto concreto.

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