Più pensionati che occupati: Basilicata tra le undici regioni senza ricambio generazionale
Nel 2025 erogati 218.274 assegni pensionistici contro i 199.840 stipendi: Matera ancora virtuosa, Potenza ha chiuso l’anno con un saldo negativo pari a 19.561
POTENZA - Più pensionati che lavoratori attivi in tutto il Mezzogiorno. E' quanto emerge dal recente report della Cgia di Mestre. A Nord di Roma, invece, il trend è opposto, ad eccezione delle regioni Umbria, Marche e Liguria. Le situazioni più critiche interessano la Sicilia con -186.462, la Calabria con -220.349 e, specialmente, la Puglia con -263.020. L’unica regione del Nord con saldo negativo è la Liguria (-4.767) e tra quelle del Centro scorgiamo le Marche (-10.489) e l’Umbria (-24.094). Anche i dati del 2025 rispecchiano uno scenario da cui la Basilicata non sfugge.
La tabella della Cgia di Mestre
Nel 2024 presentava un indice percentuale degli over 50 sul totale dei dipendenti privati tra i più elevati (35,1), terzo soltanto a Friuli Venezia Giulia e Liguria e naturalmente superiore alla media (32,7). Nel 2025 con 218.274 pensioni erogate e 199.840 occupati chiude con un saldo negativo di 18.434. Undici, tuttavia, le regioni con più assegni pensionistici che stipendi. A dimostrazione che l’invecchiamento della popolazione non è una voce “rossa” soltanto al Sud o in Basilicata, ma è piuttosto il segnale di un declino demografico diffuso in gran parte dei Paesi occidentali. Ma, se Potenza (128.661 occupati contro i 148.222 pensionati) presenta valori che rispecchiano l’andamento nazionale, Matera (71.179 occupati e 70.052 pensionati con un saldo pari a +1.127) è tra le 54 province ancora virtuose. Nel 2025 erogati 218.274 assegni pensionistici contro i 199.840 stipendi: Matera ancora virtuosa, mentre Potenza ha chiuso l’anno con un saldo negativo pari a 19.561