POTENZA - Prima della tappa lucana a Policoro, con l'abbraccio agli imprenditori agricoli e balneari alle perse con la conta dei danni e con la ricostruzione delle strutture dopo la tromba d'aria dello scorso mercoledì, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di Basilicata e petrolio dal palco della convention di Fratelli d'Italia a Bari.
MELONI A BARI - Una giornata di festa per il centrodestra e in modo particolare per Fratelli d’Italia quella dello scorso venerdì. La premier ha tracciato un bilancio a distanza di circa quattro anni dall’insediamento a palazzo Chigi, affrontando anche i temi più spinosi, come il caro energi. Una delle soluzioni l’ha individuata proprio in Basilicata, accennando all’intenzione da parte dell’esecutivo di voler aumentare le estrazioni petrolifere e alla partita in corso che si gioca sul nucleare. “Abbiamo protetto questa nazione il più possibile dal caro energia, ma adesso – ha detto - vogliamo che l’energia che serve in Italia si produca il più possibile in Italia. Ed è per questo che dopo 40 anni abbiamo rotto un tabù ed abbiamo riaperto la strada del nucleare. Esattamente come intendiamo aumentare – ha aggiunto - la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari perché non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce l’abbiamo in Basilicata”.
MEGA, CGIL - Parole che hanno lasciato il segno. Commentate in piazza Don Bosco dalla Cgil e dal segretario Fernando Mega, a Potenza ieri pomeriggio per la quattordicesima edizione de “Le Giornate sul Lavoro”. “E’ troppo facile dire che non c’è bisogno di andare in Qatar a prendere il petrolio se l’Italia ha la Basilicata, come ha detto la presidente Meloni a Bari. Bisogna evidentemente ricordare a questo governo di destra che la Basilicata ha già dato tantissimo in termini energetici al Paese senza ricevere nulla in cambio, se non devastazione del territorio, una crisi industriale e produttiva galoppante e uno spopolamento inesorabile. La Basilicata non è il bancomat d’Italia. La Basilicata non si svende e ha il diritto di decidere il proprio futuro! Prima di concedere qualsiasi cosa, il Governo Bardi deve decidere con i propri cittadini il futuro di questa regione e portare la vertenza Basilicata a Palazzo Chigi per approdare a un patto sviluppo che non sia solo sfruttamento delle risorse naturali e petrolifere”.
LOMUTI, M5S- Anche il deputato del Movimento Cinque Stelle, Arnaldo Lomuti, si dice contrario al disegno prospettato da Meloni. “Le affermazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riguardanti la possibilità di estrarre più petrolio dalla Basilicata e dai mari italiani, unitamente alla rivendicazione del ‘tabù del nucleare rotto’, rappresentano la sintesi più preoccupante di una totale assenza di visione strategica per il nostro Paese. Sentire affermare che ‘non c’è bisogno di andare a prendere il gas in Qatar quando lo abbiamo in Basilicata’ è un errore madornale che tradisce una profonda ignoranza dei dati reali del nostro sottosuolo, ma soprattutto una miope concezione del futuro energetico nazionale. Le riserve certificate di petrolio italiano ammontano a meno di 580 milioni di barili. Considerato che il nostro Paese ne consuma 1,25 milioni al giorno, quei giacimenti basterebbero a malapena per quindici mesi. È un conto che fanno i bambini, non un governo che dovrebbe pianificare il domani. Quale indipendenza energetica possiamo mai costruire su queste fondamenta? Nessuna”. Per Lomuti, la vera partita si gioca su un altro campo, quello della pianificazione ambientale e delle energie sostenibili. “La sostenibilità energetica e ambientale non è un’opzione, è l’unica strada percorribile. Mentre loro pensano ai fossili e a distruggere il pianeta, noi dobbiamo chiederci: dov’è il piano per il solare? Dov’è il piano per l’eolico? Le tecnologie ci sono, sono mature, e renderebbero l’Italia indipendente dal punto di vista energetico, rendendo al contempo le singole famiglie autonome grazie al fotovoltaico diffuso. Questa è la vera rivoluzione, non scavare alla ricerca di un petrolio che non c’è. La Basilicata non è il pozzo petrolifero del governo, ma una terra di innovazione e di futuro”.