POTENZA - Netta vittoria del fronte del no in Basilicata come a livello nazionale. In occasione del referendum sulla magistratura voluto dall'esecutivo di centrodestra, i cittadini hanno bocciato la riforma presentata dal ministro Carlo Nordio che avrebbe di fatto portato alla separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, con un doppio Csm. Per i promotori del Si una riforma necessaria per rendere la giustizia più snella. Per i promotori del No una prevaricazione della politica sulla magistratura. Ed è stato il No a trionfare a livello nazionale e locale. In Basilicata oltre il 60% la percentuale dei contrari alla riforma, ferma a poco meno del 40 quella dei favorevoli. Nel Potentino No al 59% e si al 40%. Nel Materano No al 61% e Si al 38%.
L'alta partecipazione registrata, storica per un referendum, ha rappresentato la volontà della popolazione di essere protagonista della vita democratica del paese. Un sentimento non scontato considerato l'astensionismo e la sempre più crescente mancanza di fiducia dei cittadini nelle istituzioni, fenomeni che da tempo caratterizzano la vita politica nazionale. Ma questa volta i numeri hanno preso il sopravvento, a testimonianza di una crisi profonda della società. I lucani che si sono recati alle urne sono stati pari al 53.26% degli aventi diritto, a fronte di un'affluenza nazionale del 58%. Nel Materano ha votato il 52.09%, nel Potentino il 53,88%. L'affluenza più alta a Oppido lucano con il 60,70%. Numeri quasi raddoppiati se si considera che al referendum 2025, in Basilicata ha votato il 31,27%. Le percentuali di oggi sono molto vicine a quelle delle Politiche 2022 che portarono Meloni al Governo, in quella circostanza a livello locale l'affluenza fu del 58,8% mentre a livello nazionale 63,91.
Libera Basilicata e Articolo 21 Basilicata sul "solito sistema clientelare" proposto dal deputato Aldo Mattia in occasione dell'incontro per il Sì al referendum
Il Comitato promotore: “Questo atteggiamento ostruzionistico del centrodestra è un aperto sabotaggio della dialettica democratica. È ora di una mobilitazione”
“Non posso rimanere in una comunità dove la linea politica è determinata da chi ha prima impedito una candidatura legittimata da primarie e poi ha sostenuto il candidato del centrodestra"