POTENZA- C'è anche un pizzico di Basilicata nel sentimento di unanime soddisfazione per l'ultimo traguardo raggiunto dal professor Henri Kagan, insignito del Premio Nobel per la Chimica 2026 insieme al chimico giapponese Kenso Soai.
Kagan è legato all’Ateneo lucano, che nel 2004 gli conferì la laurea honoris causa, durante il rettorato del professor Francesco Lelj Garolla Di Bard. Già nel 1999, inoltre, aveva partecipato, insieme al Nobel Jean-Marie Lehn, al primo Convegno italo-francese di chimica organica, organizzato a Maratea dal professor Carlo Bonini e dai chimici dell’Unibas.
Le ricerche di Kagan hanno avuto importanti applicazioni in campo farmaceutico e nella scienza dei materiali. Il riconoscimento premia in particolare i suoi studi sugli “effetti non lineari” e quelli di Soai sull’“autocatalisi asimmetrica”, fondamentali per comprendere l’origine dell’asimmetria molecolare nelle sostanze biologiche e approfondire una delle grandi questioni della scienza: l’origine della vita sulla Terra.
Il riconoscimento testimonia l’impegno dell’Università degli Studi della Basilicata nella promozione della ricerca scientifica di alto livello e nel dialogo con la comunità accademica internazionale.