MELFI - Preoccupazioni per il futuro dell’indotto automotive di Melfi, ma il 1°aprile potrebbe rappresentare un punto di svolta decisivo. È quanto sottolinea Evangelista, evidenziando le criticità ancora aperte nelle vertenze Pmc e Brose, entrambe segnate da una profonda incertezza, a partire dall’assenza del nome dell’azienda che dovrebbe subentrare nello stabilimento Pmc. Servono risposte sul piano occupazionale, con l’orientamento a garantire l’assorbimento dei lavoratori sia della Pmc sia della Brose. «Non è più sostenibile continuare a rinviare o lasciare tutto nell’incertezza - afferma Evangelista -. Occorre passare rapidamente dalle parole ai fatti, chiarendo soggetto imprenditoriale, progetto industriale, investimenti e prospettive occupazionali». L’incontro al Mimit del 1°aprile dovrà fornire risposte concrete, a partire dal nome del nuovo imprenditore, e segnare l’avvio di una nuova fase industriale, superando l’attuale stallo. Intanto, i lavoratori della Pmc sono in assemblea permanente da 167 giorni davanti ai cancelli dello stabilimento, mentre nella stessa giornata è previsto anche un confronto sulla vertenza Tiberina.
Le criticità non riguardano solo Pmc e Brose. «Le vertenze nel sito automotive di Melfi sono numerose - prosegue Evangelista -. Accanto alle realtà che necessitano di riconversione, vi sono aziende come Tiberina, Marelli, Snop e Lear che hanno acquisito nuove produzioni, ma non ancora sufficienti a garantire la piena occupazione». Per questo, secondo Evangelista, è necessario agire su un doppio binario: sostenere la riconversione delle aziende in difficoltà e rafforzare quelle che stanno acquisendo nuove commesse. Sul fronte degli appuntamenti, già domani sono previsti due incontri in Regione sulle vertenze Brose e Ma, mentre il 3 aprile è in programma un confronto in Confindustria sulla situazione Snop Automotive. Ma è sul futuro dello stabilimento Stellantis di Melfi che si concentrano le principali speranze. La produzione dei nuovi modelli – Ds N°8, Jeep Compass, Ds 7 e Lancia Gamma, con la possibile aggiunta di un quinto modello Alfa Romeo – delinea uno scenario che potrebbe portare il sito a ospitare cinque modelli.
Una prospettiva che, nei prossimi anni, potrebbe contribuire a invertire la crisi del settore e rilanciare l’intero polo industriale di Melfi. Un ulteriore momento chiave é previsto il 21 maggio, quando il Ceo Antonio Filosa presenterà il nuovo piano strategico, atteso per chiarire in modo definitivo il futuro dello stabilimento. «Oggi la priorità resta l’indotto - conclude Evangelista - anche alla luce delle scadenze imminenti: il 30 aprile terminerà la cassa integrazione per i lavoratori Pmc e il 18 aprile quella per i lavoratori Brose. Il 1°aprile tutti si aspettano una risposta chiara: il nome del nuovo imprenditore che possa rigenerare la Pmc e riqualificare i lavoratori». Se arriveranno risposte concrete, quelle attese da tutti, il 1° aprile potrà davvero rappresentare una nuova alba per i lavoratori e le loro famiglie, segnando l’inizio di un nuovo percorso industriale.