Tentata violenza sessuale, annullati i domiciliari al carabiniere di Maratea

MARATEA – Dopo sei mesi torna in libertà il maresciallo dei carabinieri in servizio nella Stazione di Maratea accusato di tentata violenza sessuale ai danni di una turista della Perla del Tirreno. La Corte di Cassazione ha infatti annullato la misura cautelare emessa nei confronti del 50enne calabrese militare dell’Arma. La Suprema Corte ha quindi ribaltato la decisione del tribunale del Riesame di Potenza che nei mesi scorsi aveva confermato la misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Lagonegro alla fine dello scorso mese di ottobre su richiesta della procura. Le indagini ovviamente proseguono (si attendono la chiusura delle indagini preliminari da parte della procura di Lagonegro che dovrà decidere se confermare o meno le iniziali accuse a carico del militare dell’Arma), ma il carabiniere ora torna in libertà: il militare, originario di Scalea, è difeso dall’avvocato Franco Maldonato.

Il tribunale di Lagonegro

In Cassazione la difesa ha contestato le accuse rivolte al carabiniere da parte della turista e respinto ogni addebito. Il ricorso è stato accolto con l’annullamento della misura cautelare. A denunciare l’accaduto era stata una donna, proprietaria di un’abitazione a Maratea, dove spesso trascorreva brevi periodi di vacanza. I fatti contestati risalgono al mese di settembre dello scorso anno. Pare che i due si conoscessero già da un pò, ma che durante una serata trascorsa passeggiando insieme, alle richieste di un approccio sessuale dell’uomo, la donna si sia opposta, denunciando successivamente l’accaduto alle forze dell’ordine. A quel punto erano subito scattate le indagini che nelle settimane successive avevano portato alla misura cautelare nei confronti del sottufficiale, ora annullata dalla Corte di Cassazione.