LAVELLO - Tre giovani della provincia di Napoli finiscono in manette dopo un tentativo di estorsione ai danni di un’anziana signora di Lavello. E’ una modalità di truffa che sta colpendo diverse persone, ma che in quest’occasione ha portato all’arresto dei tre malfattori grazie sia all’intuizione della potenziale vittima, sia del pronto intervento dei carabinieri. I fatti sono accaduti nel pomeriggio del 1° luglio quando una donna, qualificandosi come appartenente all’Arma dei carabinieri, contattava telefonicamente un’anziana signora, prospettandole conseguenze giudiziarie legate al presunto coinvolgimento della propria autovettura in una rapina. Per evitare ulteriori conseguenze, alla vittima veniva richiesto di consegnare contanti e monili in oro per controllare se denaro e oggetti preziosi potessero essere associati alla rapina. Poco dopo, uno dei complici, fingendosi funzionario del Tribunale, si presentava presso l’abitazione della donna per ritirare il denaro ed i preziosi.
L’anziana, tuttavia, intuendo il tentativo di raggiro, si rifiutava di consegnare quanto richiesto costringendo il malfattore a darsi alla fuga. I carabinieri, già allertati da precedenti tentativi di truffa nel territorio, avviavano immediate ricerche, riuscendo ad intercettare e bloccare i tre sospettati mentre si trovavano a bordo di un’autovettura Fiat 600. Le successive investigazioni consentivano di raccogliere gravi elementi indiziari a loro carico, permettendo ai militari di trarli in arresto per tentata estorsione in concorso e tradurli presso la Casa Circondariale di Melfi, a disposizione dell’autorità giudiziaria, tempestivamente informata.
L’arresto è stato successivamente convalidato dal Gip presso il medesimo Tribunale, che ha applicato a carico degli indagati la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si precisa che il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna. L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla cittadinanza di diffidare di chiunque richieda denaro o gioielli e da coloro i quali si qualificano come rappresentanti istituzionali, prospettando emergenze o vicende giudiziarie che coinvolgerebbero familiari e non. In caso di dubbio è fondamentale interrompere qualsiasi conversazione e contattare le forze dell’ordine tramite il 112 o recarsi presso la stazione carabinieri più vicina.