MELFI- Sarà l'autopsia a fare chiarezza sulla morte di Marianna Lapadula, la 22enne di Rionero in Vulture morta nel primo pomeriggio di lunedì all'ospedale San Giovanni di Dio di Melfi dopo aver dato alla luce il suo secondogenito. Gli agenti del commissariato di Melfi, subito arrivati in reparto, hanno acquisito la cartella clinica della giovane e informato la procura di Potenza dell’accaduto. Il fascicolo è nelle mani del pm Esposito che, nella giornata di domani, disporrà il conferimento dell'incarico al medico legale per effettuare l'esame autoptico, che presumibilmente si terrà nella giornata di giovedì. I familiari della donna sono assistiti dall'avvocato Pasquale Murano. Ma oltre all'inchiesta penale, di fatto già partita per delineare eventuali profili di responsabilità rispetto all’assistenza sanitaria ricevuta dalla giovanissima donna, la Regione Basilicata, tramite il governatore Vito Bardi e l’assessore alla Salute Cosimo Latronico, ha annunciato l’apertura di un’indagine interna per far chiarezza sull’accaduto e ricostruire passo per passo la dinamica dell’evento. Indagine interna sulla quale interviene il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo. "La perdita di una giovane donna ci lascia sgomenti e profondamente addolorati” afferma Giuseppe Spera. "La direzione strategica dell’Azienda - viene evidenziato in una nota - si unisce con sincero cordoglio al dolore dei familiari, consapevole che nessuna parola possa alleviare una perdita così devastante. E sente altresì il dovere di manifestare la forte vicinanza di donne e uomini - medici e operatori sanitari - che dedicano ogni giorno, ogni turno, ogni istante della propria vita professionale a proteggere la salute e la vita dei pazienti. Professionisti che oggi portano nel cuore, insieme ai familiari, il peso di questo lutto". "Proprio nel rispetto della sfortunata donna e della sua famiglia - continua la nota del San Carlo -, l’Azienda ha immediatamente avviato tutte le procedure interne previste per eventi di questa gravità. Un gruppo di lavoro dedicato è già al lavoro per ricostruire con rigore e trasparenza ogni fase del percorso assistenziale, per comprendere fino in fondo quanto accaduto, con la serietà che questa vicenda merita e che la famiglia ha il diritto di pretendere". L’Azienda "garantisce la propria piena e incondizionata collaborazione con le autorità istituzionali e con ogni organismo deputato agli accertamenti, mettendo a disposizione tutta la documentazione necessaria. La verità, ricostruita sulla base di elementi oggettivi e verificati, è l’unica forma di rispetto autentico che si può offrire a chi oggi soffre". E per questo "rinnova con forza il proprio impegno per la qualità e la sicurezza delle cure, sapendo che la fiducia dei cittadini si guadagna ogni giorno, in ogni corsia, in ogni ambiente ospedaliero. E sapendo che, nei momenti più bui, è proprio quella fiducia che chiama a fare di più e a fare meglio".