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Comsumi energetici

Gas e bollette, nuova stangata nonostante il bonus

Famiglie e imprese lucane restano fortemente esposte alle attuali dinamiche del mercato. Quotazioni in rialzo a causa delle incessanti tensioni internazionali

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Redazione
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Primo Piano
Gas e bollette, nuova stangata nonostante il bonus
POTENZA - Non c’è soltanto il prezzo dei carburanti a preoccupare famiglie e imprese lucane. A tornare sotto i riflettori è anche il costo del gas, con un mercato europeo che nelle ultime settimane ha ripreso a correre e che riporta al centro due interrogativi destinati a pesare sull’autunno e soprattutto sull’inverno: il sistema del Bonus Gas sarà sufficiente a mettere al riparo le famiglie lucane dal caro-bollette? E, soprattutto, il sistema energetico italiano sarà in grado di garantire forniture sufficienti nei prossimi mesi, qualora le tensioni internazionali dovessero aumentare? Il segnale arrivato dai mercati è tutt’altro che rassicurante. Al TTF di Amsterdam, principale riferimento europeo per il gas naturale all’ingrosso, la quotazione ha raggiunto quota 68,90 euro per megawattora, con un incremento del 4,67% in una sola seduta. Si tratta di livelli che riportano il mercato ai massimi degli ultimi anni e che confermano quanto il prezzo del gas sia sensibile alle tensioni geopolitiche, alle condizioni delle scorte e alle aspettative sul prossimo inverno. Non significa che un aumento del TTF si trasferisca automaticamente e nello stesso momento sulla bolletta di famiglie e imprese. I tempi e l’intensità della trasmissione dipendono dai contratti, dai meccanismi tariffari e dalle condizioni di acquisto. 
IL PARADOSSO LUCANO - La questione assume in Basilicata un significato particolare. La regione è infatti uno dei principali territori produttori di idrocarburi in Italia. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nel 2023 sono stati estratti in Basilicata circa 1,1 miliardi di metri cubi standard di gas naturale, su poco più di 3 miliardi prodotti complessivamente in Italia, considerando anche le estrazioni offshore. La quota lucana, dunque, si colloca intorno al 36% della produzione nazionale di quell’anno, ben oltre la quota del 25% indicata più genericamente per la regione. Le attività si concentrano soprattutto nei due grandi distretti onshore della regione: la Val d’Agri, con il Centro Olio di Viggiano, e l’area di Tempa Rossa. Nel 2025 la produzione regionale di gas si è attestata intorno ai 735 milioni di metri cubi, secondo i dati richiamati da Assium Basilicata, mentre la Basilicata continua a rappresentare una parte rilevante della produzione nazionale di greggio sulla terraferma. Eppure, produrre energia non significa automaticamente pagare meno l’energia.
IL GAS E IL BONUS - Per le famiglie esiste già uno strumento specifico: il Bonus Gas, introdotto dalla Regione attraverso la legge regionale 28/2022. La misura riconosce un beneficio sulla componente materia prima del gas alle utenze domestiche dei residenti lucani e rappresenta un tentativo concreto di trasformare una parte del valore prodotto dalle estrazioni in un vantaggio diretto per la popolazione. Il nuovo disciplinare prevede inoltre che le società di vendita del gas aderenti comunichino ai cittadini l’adesione alla misura e applichino tariffe uniformi per la componente «materia prima gas» ai beneficiari. Il punto, però, è capire se lo strumento sia sufficiente in una fase nella quale le quotazioni internazionali tornano a salire. E soprattutto se la compensazione territoriale possa essere estesa, con modalità compatibili con la normativa sugli aiuti di Stato, anche alle attività economiche. Il secondo interrogativo riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti. Il prezzo del gas non dipende infatti soltanto dalla quantità estratta in Basilicata. Il mercato italiano è inserito in una rete europea e internazionale nella quale pesano importazioni, stoccaggi, infrastrutture, domanda industriale e condizioni meteorologiche. Per questo la Basilicata, pur essendo una delle principali regioni produttrici, non può considerarsi immune dagli effetti di un eventuale shock internazionale. La produzione nazionale contribuisce alla sicurezza energetica, ma non è sufficiente da sola a determinare il prezzo pagato da famiglie e imprese.  La Basilicata produce energia, ma continua a subirne i costi. È questo il paradosso che il nuovo aumento del gas rischia di rendere ancora più evidente.

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