POTENZA - Un primo e significativo segnale che il processo di reindustrializzazione a San Nicola di Melfi sta partendo. Al tavolo del Mimit la C. Costruzioni srl con sede a Potenza (che fa capo all’imprenditore lucano Carmine Ciaglia) ha presentato un progetto di investimento, suddiviso in due macro-linee, finalizzato alla riconversione industriale del sito della Pmc e all’assorbimento dei dipendenti della Pmc e della Brose. Ad illustrarlo è intervenuto l’ingegnere Salvatore Colangelo, il quale ha evidenziato che l’investimento era già oggetto di valutazione a seguito di interlocuzioni con il ministero. Secondo le anticipazioni del piano industriale che sarà sottoposto a Regione e sindacati nella sua completezza, si punta a realizzare una piattaforma progettata per essere sviluppata in modo progressivo prevedendo una costruzione graduale di una base industriale su cui innestare nuovi moduli. Quindi, una volta eseguito l’investimento infrastrutturale di base verranno avviate le attività di: filiera Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche); filiera Pfu (pneumatici fuori uso). Secondo il progetto che al tavolo ha avuto l’ok la filiera Raee costituisce l’asse principale dell’investimento proposto in quanto riesce a coniugare la coerenza del sito con la capacità di assorbimento della manodopera. I sopralluoghi eseguiti sul sito hanno permesso di verificare che ben si presta a tale attività per la presenza di ambienti che consentono la realizzazione di una logistica interna ben strutturata con articolazione modulare.
Si tratta di un mercato che offre ampi margini di sviluppo considerato il forte fabbisogno di capacità industriali organizzate idonee allo svolgimento di tali attività. In dettaglio, la linea Raee in programma prevede una capacità annua di circa 20.000 tonnellate con ricavi stimati in circa 8 milioni di euro ed un Ebitda potenziale di circa 1,2 milioni di euro. L’investimento stimato è di circa 5 milioni di euro. La filiera Pfu si presenta come linea complementare alla successiva linea di produzione del bitume: si tratta di una linea economicamente significativa ed idonea a rafforzare la base industriale del polo produttivo. La linea è programmata per la gestione di circa 15.000 tonnellate annue. L’investimento programmato per tale linea è di circa 3 milioni di euro, mentre l’investimento complessivo è di circa 3,5 milioni di euro comprensivi di impianto industriale ed opere civili. La C. Costruzioni srl prevede inoltre la produzione di gabbioni e strutture metalliche, impiego in opere di contenimento e consolidamento, complementarità con le attività di cantiere, possibilità di fornitura a enti pubblici e imprese (investimento stimato euro 1,5 milioni di euro).
Per tutte le unità lavorative degli stabilimenti Pmc e Brose di San Nicola di Melfi si prevede un percorso di riqualificazione professionale stimato in 24 mesi, il ricorso alla Cigs per riconversione produttiva, la formazione attraverso il bando della Regione Basilicata Fc Imprese. Dunque un progetto di riconversione industriale che il gruppo imprenditoriale definisce “a forte impatto sociale”, in quanto rappresenta un contributo alla stabilità occupazionale del territorio, è coerente con politiche pubbliche di sviluppo industriale e rappresenta un polo produttivo infrastrutturale. La società a responsabilità limitata ha sede a Potenza, fondata nel 2012 con un’ esperienza pluriennale nel settore infrastrutturale; Core business: opere stradali, movimento terra e sistemazioni idrogeologiche; operatività su scala nazionale; fatturato stimato 2025 14 milioni, 58 dipendenti, utile stimato 2,8 milioni. “Costruzioni Srl - sottolineano dall’impresa - evolve verso un modello industriale integrato di sviluppo sostenibile e orientato alle infrastrutture pubbliche”.
“Partiamo da una collaborazione concreta con la C. Costruzioni Srl del gruppo Ciaglia Holding, insieme a istituzioni e sindacato - evidenzia in prima persona l’amministratore Carmine Ciaglia -, perché siamo convinti che in Basilicata si possa ancora fare industria e creare lavoro vero”. “Il progetto presentato al Mimit che prevede l’occupazione a regime di tutte le unità lavorative degli stabilimenti Pmc e Brose di San Nicola di Melfi, attraverso il recupero e il rilancio di un sito produttivo dismesso - è invece il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Franco Cupparo -, rappresenta il punto di arrivo di un lungo impegno del dipartimento Sviluppo Economico, dei suoi uffici, di intesa con Mimit, sindacati e con il sostegno significativo di Stellantis”.
Cupparo esprime dunque soddisfazione in particolare per la realizzazione di un polo industriale multifunzionale, in grado di integrare produzione industriale, recupero e valorizzazione delle materie, sviluppo occupazionale sul territorio, riferendo che a Roma, al tavolo, il dipartimento è stato rappresentato dal direttore generale Giuseppina Lo Vecchio e da Maria Leone. Al tavolo era presente anche il consigliere Michele Napoli. Il progetto industriale presentato dalla C. Costruzioni srl che ha sede a Potenza e prevede tra l’altro un impianto di produzione di bitume, una linea di raccolta e lavorazione dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), una linea dedicata al trattamento dei Pfu (pneumatici fuori uso), sarà illustrato in dettaglio a Regione e sindacati. “È la testimonianza che abbiamo lavorato direttamente ai tavoli del Mimit e in Regione ma anche - aggiunge - con interlocuzioni dirette con Stellantis che è stata determinante per la chiusura di questa vertenza che costituisce un buon segnale per il prosieguo del lavoro che ci attende per la riconversione industriale del comparto automotive a San Nicola di Melfi. A differenza di quanti dall’opposizione hanno scelto la strada della polemica e della protesta fine a se stessa noi invece abbiamo voluto tenacemente seguire il percorso della concertazione per dare, come siamo riusciti a fare, una soluzione definitiva e quindi un futuro ai lavoratori interessati e non più ammortizzatori sociali”. Cupparo ha inoltre ringraziato Stellantis “per la nuova fase produttiva avviata a Melfi”, ribadendo “tuttavia la necessità di continuare l’attenzione già dimostrata con Pmc e Brose verso l’indotto locale e auspicando che una parte significativa delle forniture e delle lavorazioni collegate ai nuovi modelli venga destinata alle imprese dell’area di Melfi e della Basilicata, al fine di rafforzare la filiera territoriale e consolidare le ricadute occupazionali sul territorio”.