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Numeri sempre più allarmanti in Basilicata: in fumo 1,6 miliardi

Il gioco d'azzardo come una "tassa sulla povertà"

I numeri allarmanti del “Libro Nero” del 2025: la spesa pro-capite (spinta da carte, scommesse e slot) si attesta sui 3.500 euro all’anno e supera la media nazionale

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Primo Piano
Il gioco d'azzardo come una "tassa sulla povertà"
POTENZA – Un’escalation silenziosa ma continua, che in Basilicata ha ormai assunto i contorni di una vera emergenza sociale. È il quadro allarmante che emerge dalla quarta edizione del “Libro Nero dell’Azzardo”, il report realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, che fotografa la crescita impressionante del gioco d’azzardo fisico e online nella regione. I numeri parlano chiaro: nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto quota 1,6 miliardi di euro, di cui oltre un miliardo concentrato nella sola provincia di Potenza e altri 593 milioni in quella di Matera.
Un fenomeno che si inserisce in un contesto nazionale già drammatico. In Italia la raccolta complessiva del gioco ha toccato i 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del Pil nazionale, mentre le perdite dei cittadini sfiorano i 22 miliardi. Gli autori del Report parlano apertamente di una “tassa sulla povertà”, sottolineando come il peso dell’azzardo finisca per colpire soprattutto le fasce economicamente più fragili della popolazione.
La Basilicata, secondo i dati elaborati dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, si colloca tra le regioni del Mezzogiorno dove il gioco online cresce più rapidamente. Un incremento costante negli ultimi sei anni, senza alcun segnale di rallentamento. Il gioco da remoto, sempre più accessibile attraverso smartphone e piattaforme digitali, continua ad attrarre migliaia di utenti: basta aprire un conto online, effettuare una ricarica e il meccanismo si mette in moto.
A preoccupare è soprattutto l’aumento della spesa media pro capite. Dal 2020 al 2025 l’importo è praticamente raddoppiato, passando da 1.097 a 2.189 euro annui per residente, con un incremento di circa 300 euro rispetto al solo 2024. Un dato che, come sottolineano gli estensori del Report, risulta persino sottostimato perché calcolato sull’intera popolazione residente, compresi minori e bambini che teoricamente non dovrebbero avere accesso al gioco online.
Entrando nel dettaglio delle tipologie di gioco, il settore dominante è quello dei cosiddetti giochi di abilità a distanza – tornei di carte, poker e quiz online – che da soli raccolgono 893 milioni di euro, oltre il 55% dell’intero mercato lucano. Seguono le slot machine, con 198 milioni, e le scommesse sportive, ferme a 193 milioni.
Ma dietro le cifre si nasconde un impatto sociale sempre più pesante. In una regione caratterizzata da redditi inferiori alla media nazionale, invecchiamento della popolazione e crescente fragilità economica, il gioco d’azzardo alimenta fenomeni di sovraindebitamento familiare, isolamento sociale, dipendenza e rischio usura. Le conseguenze colpiscono soprattutto giovani e anziani, categorie considerate più vulnerabili.
Anche il dato provinciale conferma la portata del fenomeno. Matera registra una raccolta pro capite di 3.673 euro, superiore ai 3.481 euro di Potenza e ben oltre la media nazionale di 3.283 euro per residente. Numeri lontani dai record negativi di Caserta, Teramo e Napoli, ma comunque sufficienti a collocare la Basilicata tra i territori più esposti all’azzardo.
Il Report segnala inoltre anomalie nei flussi di gioco online in alcuni comuni lucani, fenomeni che potrebbero essere collegati a operazioni di riciclaggio o alla presenza di conti gioco ad alta intensità. Una situazione resa ancora più difficile dalla carenza di dati pubblici. Federconsumatori denuncia infatti il persistente oscuramento informativo da parte dell’Adm, che continua a non rendere disponibili i dati comunali relativi a slot e videolottery, impedendo a Comuni e Regioni di programmare interventi mirati.
Da qui le richieste avanzate dalle associazioni: maggiore trasparenza sui dati, un piano regionale di contrasto al gioco d’azzardo, il rafforzamento dei servizi sanitari dedicati alle dipendenze e il ripristino del divieto di pubblicità aggirato oggi attraverso sponsorizzazioni sportive, testimonial e campagne digitali.
Secondo gli autori del “Libro Nero dell’Azzardo”, i costi sociali e sanitari del fenomeno superano ormai gli introiti fiscali garantiti allo Stato. E in una regione fragile come la Basilicata, il rischio è che il gioco d’azzardo continui a trasformarsi in un potente fattore di impoverimento e marginalità sociale.

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