POTENZA - Agosto annuncia già l'inverno dicevano i nostri nonni. Eppure quest'anno si sono dovuti ricredere. In un'estate che non ha dato tregua, il Centro Sud si prepara infatti alla settima ondata di caldo, prevista per la prossima settimana. Chi si aspettava la fine dei giorni del Solleone, non solo resterà deluso, ma dovrà fare i conti con picchi anche superiori ai 40 gradi. Se le temperature inizieranno a salire da metà settimana, col caldo più intenso atteso nel weekend, in una regione come la nostra che registra uno degli indici di vecchiaia più elevati, diventa fondamentale la prevenzione per gli over 85. Sono infatti proprio i nonni a pagare il prezzo più alto delle ondate di calore. Soprattutto i più fragili, quelli che hanno superato gli 85 anni, vivono soli, sono affetti da più patologie o hanno una ridotta autonomia.
Secondo il monitoraggio nazionale, mentre la mortalità degli over 65 resta complessivamente in linea con la media degli ultimi 5 anni, tra gli ultraottantacinquenni si registra un aumento dell’8%. Un dato particolarmente significativo per la Basilicata dove l’età media è salita a 47,6 anni e le proiezioni indicano un ulteriore aumento dell’indice di vecchiaia: 250 anziani ogni 100 giovani nel 2026, oltre 300 nel 2031. Il caldo, dunque, è sempre più una questione di sanità pubblica. Non solo colpi di calore: disidratazione, perdita di sali minerali, abbassamento della pressione, alterazioni della funzione renale e peggioramento delle condizioni cardiovascolari possono trasformare una giornata molto calda in un’emergenza. Il rischio cresce per chi soffre di scompenso cardiaco, malattie respiratorie, diabete, patologie renali e neurologiche. Negli anziani la capacità di percepire la sete e di regolare la temperatura corporea può inoltre essere ridotta. Per questo la sfida passa dalla prevenzione e dalla rete territoriale: medici di famiglia, servizi sociali e familiari devono intercettare per tempo le persone più vulnerabili. Perché durante un’ondata di calore anche una telefonata, una visita o un controllo possono diventare una misura di prevenzione. A fare la differenza infatti è soprattutto non lasciare soli i più fragili.