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Cronaca giudiziaria

Omicidio a Tito, il figlio aveva saltato la terapia

In carcere a Bari il trentunenne accusato di aver ucciso la madre. Gli inquirenti provano a raccogliere elementi su un contesto familiare e sociale drammatico

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Fabrizio Di Vito
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Primo Piano
Omicidio a Tito, il figlio aveva saltato la terapia
TITO - Si trova in carcere a Bari il 31enne Giampiero Santamaria, arrestato in flagranza di reato giovedì pomeriggio con l’accusa di aver aggredito e ucciso la mamma, Maria Vittoria Carbone, 57 anni, al culmine di un litigio. Il giovane, affetto da problemi psichici e da tempo in cura presso il centro di Igiene Mentale, nel corso dell’interrogatorio davanti al procuratore Camillo Falvo e il pubblico ministero Francesco Russo ha ammesso le proprie responsabilità. All’arrivo dei sanitari del 118 la donna presentava un gravissimo trauma facciale. Era già in condizioni gravissime e i soccorritori non sono riusciti in alcun modo a rianimarla. Il 31enne da tempo era seguito dal centro di igiene mentale e periodicamente si sottoponeva alla somministrazione di psicofarmaci.
Il vicolo di Tito dove si trova l'abitazioone del figlio della vittima
Il vicolo di Tito dove si trova l'abitazioone del figlio della vittima
Ma è proprio questo uno dei nodi cruciali degli accertamenti investigativi in corso: lo scorso 13 agosto, infatti, il giovane non si sarebbe sottoposto alla nuova seduta di terapia. Gli inquirenti stanno cercando di comprenderne i motivi, anche per valutare eventuale omissioni o negligenze nel percorso socio-assistenziale. Il delitto sarebbe maturato al culmine di una discussione tra madre e figlio scoppiata per futili motivi. La donna, residente a Vaglio, andava a spesso a trovare il 31enne che viveva nell’appartamento a fianco del padre, dal quale si era separata da tempo. E dopo essersi reso conto dell’accaduto, sarebbe stato quest’ultimo, insieme alla sua compagna, a chiedere l’intervento dei sanitari. Ma anche sul tempo trascorso tra l’aggressione mortale e l’effettiva richiesta di aiuto sono in corso ulteriori verifiche. La procura di Potenza ha disposto l’autopsia sul corpo della donna per chiarire le cause del decesso e le modalità dell’aggressione. Esame che con ogni probabilità dovrebbe svolgersi tra domani e martedì. Solo dopo arriverà il nulla osta per i funerali della donna. La difesa del giovane, invece, chiederà appena possibile la perizia psichiatrica per valutare la capacità d’intendere e volere del 31enne.

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