POTENZA - L'atto definitivo di cessione del ramo di azienda avverrà soltanto il prossimo 13 ottobre. Ma quella di oggi è stata sicuramente una tappa importante per il percorso di reindustrializzazione promosso dall'azienda lucana Industries srl per ridare futuro agli operai Pmc e Brose nell'area industriale di San Nicola di Melfi. Nella sede di Confindustria è stato infatti definito il perimetro del ramo d’azienda oggetto dell’operazione e sono state individuate le condizioni per il successivo trasferimento del personale – circa 150 lavoratori complessivamente - e degli elementi produttivi interessati. Soddisfazione da tutt el sigle sindacali coinvolte: Uilm, Fiom Cgil, Fim Cisl, Fismic.
I SINDACATI- "Il passaggio a C-Industries avverrà senza soluzione di continuità, con il mantenimento del contratto nazionale dei metalmeccanici e la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori- si legge nella nota congiunta dei sindacati- si conclude così un anno fatto di speranza, mobilitazione, durante il quale abbiamo messo al centro una sola condizione: tornare a lavorare. Oggi quel percorso, costruito insieme ai lavoratori e sostenuto dalle organizzazioni sindacali territoriali, trova finalmente una risposta concreta. Un risultato reso possibile anche dalla scelta dell’imprenditore lucano Carmine Ciaglia, che ha creduto nel progetto e, soprattutto, ha creduto che in Basilicata si può e si deve continuare a fare industria e creare lavoro. La nascita di questo nuovo progetto industriale, che guarda anche oltre il perimetro dell’automotive, rafforza una nostra convinzione: la Basilicata ha bisogno di diversificare la propria struttura industriale, affiancando all’automotive nuove opportunità produttive e occupazionali".
CONFINDUSTRIA- “La firma odierna per l’acquisizione dei rami d’azienda di PMC e Brose rappresenta un passaggio di particolare rilievo per il futuro dell’indotto automotive di Melfi e, più in generale, per la tenuta del sistema industriale lucano”. Il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, esprime apprezzamento per la conclusione dell’operazione e, in particolare, per l’impegno di C Industries, azienda lucana che ha scelto di investire sul territorio rilevando i rami d’azienda e garantendo la continuità lavorativa dei dipendenti coinvolti. “La firma di oggi è un segnale concreto di fiducia nel futuro industriale della Basilicata – sottolinea Confindustria Basilicata – In una fase di profonde trasformazioni per il settore automotive, la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione rappresentano condizioni essenziali per preservare competenze, professionalità e know-how che costituiscono un patrimonio non solo delle singole aziende, ma dell’intero territorio. Grazie all’impegno congiunto che abbiamo profuso in questi mesi insieme alle organizzazioni sindacali, la Rsu, alla Regione Basilicata e al Mimit, siamo riusciti a salvare circa 150 posti di lavoro”.
LA NOTA DEI LAVORATORI- Un momento molto atteso soprattutto da chi soltanto un anno fa, il 13 ottobre scorso per l'esattezza, decise di promuovere davanti ai cancelli dell'ormai ex stabilimento Pmc un presidio ad oltranza. Un risultato costruito giorno dopo giorno grazie alla straordinaria determinazione degli operai. "Questa vicenda - dicono i lavoratori - lascia un insegnamento prezioso: quando si è uniti e si lotta, si può vincere.Il 13 ottobre 2025 avevamo davanti due strade: andare a casa ognuno per conto proprio, sperando di trovare un altro lavoro, oppure unirsi per chiedere collettivamente di rientrare in fabbrica, anche sotto una nuova gestione. Abbiamo scelto la seconda via e, a distanza di quasi un anno, ci siamo finalmente. Che questa lotta sia di esempio per tutti gli operai della zona industriale di Melfi e non solo". Il 13 ottobre 2026, esattamente a distanza di un anno dall’inizio del presidio è previsto l’appuntamento dal notaio con le parti per la firma dell’atto formale vincolante.