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Coinvolti 154 lavoratori

Pmc e Brose, ammortizzatori sociali in scadenza

Indotto Stellantis, prosegue la trattativa sul sito per sbloccare il progetto di reindustrializzazione

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Primo Piano
Pmc e Brose, ammortizzatori sociali in scadenza
Il tavolo di ieri al Mimit su Pmc e Brose
MELFI - Nessuna accelerazione particolare è stata impressa per fornire agli 87 lavoratori in presidio da 150 giorni davanti alla Pmc e alle 67 unità della Brose. Ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy si è tenuto l’ennesimo incontro alla presenza delle organizzazioni sindacali, ma il tavolo è stato aggiornato al prossimo primo aprile. “Il ministero ci ha informati che è in corso un serrato confronto con Stellantis - affermano in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm e Fismic - per il trasferimento del sito in cui potrà essere avviato il processo di reindustrializzazione. Come sindacato abbiamo insistito sulla necessità di accelerare al massimo, anche in ragione della scadenza degli ammortizzatori sociali che interverrà ad aprile sia per Brose sia per Pmc: prima che ciò avvenga occorre concludere la trattativa sul sito, conoscere l’investitore, esaminare il suo piano industriale e costruire percorsi che facilitino la positiva risoluzione della vertenza, comprese procedure di esodi volontari incentivati”.
I metalmeccanici hanno chiesto in sede ministeriale anche di intervenire su Proma, proprietaria al 50% di Pmc, affinché si assuma le proprie responsabilità e attinga al bacino dei lavoratori Pmc per far fronte a qualsiasi nuovo fabbisogno occupazionale. Il Mimit si è impegnato al riguardo a convocare un incontro specifico in call conference. “Non si può accettare un mercato del lavoro in cui, da una parte, ci sono padri e madri di famiglia licenziati a quaranta o cinquanta anni e, dall’altra, assunzioni con contratti precari, come sta accadendo sempre più spesso anche nelle vertenze di settore” - ricordano le quattro sigle sindacali -. Restano, quindi, forti preoccupazioni sul futuro della vertenza dopo che dal tavolo non è stato ancora reso noto il nome dell’azienda che dovrebbe subentrare nello stabilimento Pmc. Per motivi tecnici e procedurali non sarebbe ancora possibile rendere noto il nome dell’azienda interessata all’investimento, ma l’orientamento sarebbe quello di garantire l’assorbimento di tutti i lavoratori della Pmc e anche dei lavoratori della Brose. Il prodotto che verrà realizzato nel sito non sarebbe collegato alla filiera Stellantis, elemento che potrebbe rappresentare un primo segnale di diversificazione produttiva per l’area industriale di Melfi. Questo pomeriggio, alle 15, si terrà un’assemblea con i lavoratori davanti allo stabilimento Pmc, dove continua il presidio dei lavoratori che va avanti ormai da circa 151 giorni.

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