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I sindacati chiedono regole certe

Stellantis: a novembre due turni giornalieri a settimane alterne a Melfi

Riunione del comitato esecutivo di Fim, Uilm e Fismic per discutere dell’organizzazione del lavoro dopo mesi di stop continui: "I lavoratori non possono pagare il prezzo della crisi"

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Primo Piano
Stellantis: a novembre due turni giornalieri a settimane alterne a Melfi
MELFI - Si è tenuta ieri (giovedì 29 ottobre) la riunione del comitato esecutivo di Fim, Uilm e Fismic per discutere dell’organizzazione del lavoro nello stabilimento Stellantis di Melfi per il mese di novembre. Da ormai tre mesi, infatti, la programmazione dei turni presso il sito federiciano viene definita mese per mese a causa delle forti incertezze che ancora accompagnano l’attività produttiva. L’azienda ha comunicato che per i prossimi trenta giorni si tornerà a lavorare su due turni giornalieri a settimane alterne, alla luce dei miglioramenti registrati sul fronte delle problematiche qualitative. Permangono, tuttavia, le difficoltà legate all’andamento del mercato, che continuano a condizionare i volumi produttivi.
Le organizzazioni sindacali, pur consapevoli delle difficoltà che accompagnano il lancio dei nuovi modelli, ritengono “ormai inaccettabile che i lavoratori debbano subire continui cambiamenti nell’organizzazione del lavoro, con turni bloccati a pochi minuti dall’inizio o interruzioni improvvise dell’attività dello stabilimento, senza regole chiare e condivise”. “Abbiamo chiesto con forza all’azienda di individuare un metodo organizzativo - spiegano in una nota congiunta Fim, Uilm e Fismic - che garantisca maggiore certezza e rispetto per i lavoratori. Non è tollerabile che siano sempre loro a pagare il prezzo delle difficoltà produttive, con ripercussioni sulla vita quotidiana e sulle retribuzioni.
Chi parte da casa sostiene costi di trasporto e carburante che non possono trasformarsi in un ulteriore peso economico ogni volta che l’attività viene fermata all’ultimo momento. Parallelamente, è necessario compiere ogni sforzo affinché l’avvio della produzione della Lancia Gamma rappresenti un’opportunità concreta di rilancio per lo stabilimento. L’assegnazione di nuovi modelli è fondamentale, ma non basta: servono motorizzazioni adeguate, capaci di rispondere alle esigenze del mercato e di garantire volumi produttivi sufficienti a dare continuità al lavoro. Anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo europeo, occorre puntare su scelte industriali capaci di coniugare sostenibilità, competitività e tutela dell’occupazione. Le difficoltà di Stellantis non si fermano ai cancelli dello stabilimento di Melfi, ma si ripercuotono pesantemente sull’intero indotto e sulle aziende della logistica, dove i lavoratori stanno già pagando un prezzo altissimo in termini di occupazione e prospettive future”.

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