Logo La Nuova del Sud

Integrazione scolastica

Stranieri a scuola, in Basilicata il tetto non è un'emergenza

Nelle classi lucane i ragazzi con cittadinanza straniera sono il 5,3%: molti nati in Italia. La sfida, più che nei numeri, resta quella della lingua e dell’inclusione

|
Redazione
|
Primo Piano
Stranieri a scuola, in Basilicata il tetto non è un'emergenza
POTENZA -  Mentre a Roma si discute di tetti, obblighi e divieti, nelle scuole della Basilicata la realtà racconta un’altra storia. Gli studenti con cittadinanza straniera sono 3.767, appena il 5,3% della popolazione scolastica regionale. E 1.616 sono nati in Italia. Numeri lontani dalle percentuali che caratterizzano alcune grandi periferie urbane e che, secondo dirigenti e insegnanti, non descrivono classi divise per nazionalità.
La presenza straniera nelle aule lucane è ormai una componente stabile. Romeni, albanesi, marocchini e altre comunità convivono quotidianamente con gli studenti italiani. E il problema più concreto, raccontano gli operatori scolastici, non è quanti stranieri siedano nello stesso banco, ma quanto sia efficace il percorso di integrazione: soprattutto la conoscenza dell’italiano, il rendimento e il rapporto con le famiglie.
È qui che la proposta del Governo incontra la realtà lucana. L’idea di introdurre un limite numerico per classe si accompagna a nuove regole sull’apprendimento dell’italiano da parte dei genitori degli alunni con difficoltà di inserimento e sul divieto di burqa e niqab nelle scuole.
Ma proprio quest’ultimo tema, in Basilicata, sembra avere un peso molto diverso da quello del dibattito nazionale. Dirigenti e docenti non segnalano una presenza significativa di veli integrali. Il fenomeno, dunque, non appare strutturale.
Molto più concreto è invece il tema della lingua. «I nostri figli devono imparare l’italiano e avere le stesse opportunità degli altri», raccontano alcune famiglie straniere. Ma chiedere agli adulti di imparare la lingua, aggiungono, significa anche mettere a disposizione corsi accessibili e sostegni per chi lavora o non ha potuto studiare.
E c’è un ultimo elemento che cambia la prospettiva: la Basilicata perde popolazione e studenti. In questo scenario, quei 3.767 ragazzi non rappresentano soltanto un dato sull’immigrazione, ma anche una parte del futuro delle scuole lucane.
La domanda, allora, è inevitabile: il problema è davvero quanti studenti stranieri ci sono in classe, oppure quanto la scuola riesce a sostenerli? In Basilicata, almeno per ora, la risposta sembra partire dalla lingua, non dal numero.

Ultime Notizie di Primo Piano