POTENZA - C’è un’immagine che racconta meglio di tutto il momento che sta vivendo il Potenza e la città di Potenza. Non è il risultato finale, non è il vantaggio di cinque punti sul Bari, non sono nemmeno i numeri straordinari costruiti giornata dopo giornata dalla squadra di mister Ivan Tisci. È il colpo d’occhio del “Viviani” vestito a festa contro il Catania, una coreografia spettacolare che ha trasformato lo stadio in una marea rossoblù, un’autentica dichiarazione d’amore collettiva verso una squadra che sta facendo sognare un’intera città. Sabato pomeriggio è arrivata la vittoria contro il Catania, un 2-1 sofferto, voluto e conquistato con il carattere di chi sa di avere una responsabilità importante sulle spalle, come ha sottolineato anche il tecnico rossoblù a fine partita. Non solo quella di vincere una partita, ma quella di alimentare un sogno che oggi appare sempre più concreto. Il Potenza guarda tutti dall’alto verso il basso. Primo posto nel girone C e cinque lunghezze di vantaggio sul Bari e sei sul Sorrento con le altre due big designate alla vigilia per fare un campionato impor-tante che si trovano oggi a -9 (Catania)e -11 (Salernitana).
Un margine significativo, costruito attraverso sacrificio, organizzazione e una mentalità vincente che ha saputo conta-giare ambiente, tifoseria e città. Da settimane si respira qualcosa di speciale per le strade del capoluogo lucano. Nei bar, nelle piazze, sui social, nei luoghi di lavoro non si parla d’altro. Il Potenza è diventato argo-mento quotidiano, o per meglio dire ci è ritornato dopo la vittoria della Coppa Italia dello scorso anno. Un motivo di orgoglio, collante capace di unire generazioni diverse sotto gli stessi colori. I più giovani scoprono l’emozione di una squadra che lotta per traguardi prestigiosi, i tifosi dilunga data tornano con la memoria ai grandi momenti del passato, ritrovando sensazioni che sembravano lontane. E quella categoria e quella lettera che molti non vogliono pro-nunciare per scaramanzia. La forza di questa squadra, però, va oltre i punti conquistati. È nella capacità di non arrendersi mai, di restare compatta nei momenti complicati di ogni singola partita (vedi con Co-senza e Barletta ad esempio), di rispondere presente quando la pressione aumenta. La vittoria contro il Catania ne è stata l’ennesima dimostrazione.
Di fronte a un pubblico straordinario, la formazione rossoblù ha saputo trasformare entusiasmo ed energia in una prestazione di so-stanza, regalando ai propri sostenitori una serata destinata a restare nella memoria. La coreografia che ha accolto l’ingresso in campo delle squadre è stata il simbolo di un legame ritrovato che appare più forte che mai. Migliaia di cuori a battere all’unisono, bandiere al vento colori che hanno dipinto gli spalti e trasmesso un messaggio chiaro: questa squadra non è sola. Dietro ogni corsa, dietro ogni pallone recuperato e in ogni contrasto, ad ogni gol c’è una città intera pronta a sostenere il Potenza e i suoi beniamini. Ed è proprio questo il patrimonio più prezioso del Potenza. Perché i campionati si vincono con qualità e organizzazione, ma spesso vengono decisi anche dall’anima e dalla capacità di sentirsi parte di qualcosa di più grande. Oggi il Potenza è una squadra che rappresenta un territorio, una comunità, una passione che va oltre il calcio. “Ma tu che ne sai dei sogni”: non è neanche un caso che la Curva Ovest abbia scelto proprio una celebre frase di un brano del corregionale Mango.
La strada è ancora lunga, è andato via appena un quarto di un campionato non concede distrazioni. E poi è sempre vivo il traguardo della Coppa Italia: un trofeo da difendere e provare, magari, a replicare. Il Bari resta un avversario temibile e il girone C ha dimostrato più volte di essere tra i più difficili e competitivi dell’intera categoria. Ma in questo momento il dato più importante non è il vantaggio in classifica. È la consapevolezza, la convinzione con cui il Potenza entra in campo, la fiducia che si legge negli occhi dei tifosi. Ma tu che ne sai dei sogni, perché i sogni, a volte, iniziano così. Con una città che si stringe attorno alla propria squadra, con uno stadio che si riempie di passione. Oggi Potenza si gode la vetta e lo fa con l’orgoglio di chi sa che nulla è stato regalato. Cinque punti sul Bari non rappresentano un punto di arrivo, ma una promessa: quella di continuare a lottare, a credere, a sognare. Tutti insieme. Perché quando una squadra riesce a trascinare un’intera città nel proprio viaggio, allora il calcio diventa qualcosa dimolto più grande di una semplice classifica. Diventa appartenenza, identità ed emozione pura.