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Politica e riforme

Autonomia differenziata, nuova mobilitazione dal Sud

Dopo l'ok del Parlamento agli accordi preliminari con quattro regioni del Nord, gli amministratori del Meridione dicono no. Tra i contrari anche sindaci lucani

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Redazione
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Primo Piano
Autonomia differenziata, nuova mobilitazione dal Sud
POTENZA- Il 16 luglio 2026 il Senato ha approvato le risoluzioni di maggioranza che valutano positivamente gli schemi di intesa preliminare sottoscritti con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto e impegnano il Governo a proseguire l’iter. Cinque giorni più tardi, l'ok alla Camera. Per centinaia di sindaci e amministratori del Mezzogiorno uno scenario quello in definizione che innescherebbe nuove disparità e tensioni tra i singoli territori.
Per questa ragione, numerosi rappresentanti delle istituzioni del Meridione hanno sottoscritto un appello per richiedere la sospensione dell’iter sull’autonomia differenziata e un’attuazione equa e costituzionalmente corretta dell’autonomia prevista dalla legge 26 giugno 2024. Un’ottantina i titolari delle fasce tricolori lucani.
Dal primo cittadino di San Paolo Albanese, Mosè Troiano, fino al sindaco del capoluogo di regione Vincenzo Telesca. Le materie coinvolte dal provvedimento sono protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.
Come più volte ribadito, gli amministratori contestano il mancato finanziamento dei Lep e il rischio di nuove disuguaglianze territoriali. Condividendo la mossa del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro che ha annunciato un ricorso presso la Corte Costituzionale chiedono che qualsiasi riforma e qualsiasi forma di autonomia siano attuate nel rispetto dell’unità e dell’eguaglianza e mai della frammentazione.

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