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Gestione della risorsa idrica

Acerenza, dopo vent'anni riaperta la paratoia della diga

L’acqua torna a scorrere verso Genzano. L’infrastruttura punta a rafforzare la disponibilità della risorsa idrica per usi potabili, agricoli e industriali

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Redazione
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Primo Piano
Acerenza, dopo vent'anni riaperta la paratoia della diga
ACERENZA - L’obiettivo, soprattutto in questa fase di eventi climatici estremi, è quello di rendere sempre più efficienti gli impianti idrici e le dighe di Basilicata, per scongiurare il rischio di nuove emergenze. Ma soprattutto per rafforzare la disponibilità della risorsa per usi potabili, agricoli e industriali. Per la prima volta dalla realizzazione della diga di Acerenza, completata nel 1994, l’acqua ha iniziato a percorrere una condotta rimasta inutilizzata per oltre vent’anni. Aperta la paratoia dell’invaso acheruntino, con il completamento dei lavori di ripristino della tubazione e della galleria, il flusso ha ripreso a defluire verso Genzano.
Adduttore della diga di Acerenza
Adduttore della diga di Acerenza
A darne notizia con un video social è l’assessore regionale alle Infrastrutture Pasquale Pepe presente nella fase di attivazione tecnica dell’impianto. L’adduttore – spiega il vicepresidente della Regione- non è mai entrato in funzione e dopo la sua costruzione, conclusa nel 2000, è stato interessato da una frana che lo aveva reso inutilizzabile. Con gli interventi di ripristino avviati nel maggio 2025 e conclusi a giugno 2026, per 9 milioni di euro, l’opera potrà svolgere la funzione per cui era stata progettata. Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni con verifiche e di messa in esercizio dell’impianto, fino al collaudo. Un risultato concreto – evidenzia Pepe - che restituisce valore agli investimenti pubblici e punta a rafforzare il sistema idrico della Basilicata, guardando al futuro con maggiore sicurezza ed efficienza. L’opera di riconnessione tra i due invasi dell’Alto Bradano rientra negli interventi del Pnrr per un valore complessivo di 20,5 milioni di euro .

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