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Spopolamento

Sempre meno residenti, continua la fuga verso il Nord

La Basilicata si conferma la regione con il saldo migratorio più alto d’Italia: vanno via giovani, laureati e professionisti per via dei salari bassi

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Redazione
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Primo Piano
Sempre meno residenti, continua la fuga verso il Nord
POTENZA - La Basilicata continua a pagare il prezzo più alto della mobilità interna italiana. Anche nel 2025 è la regione con il saldo migratorio interno più negativo del Paese, con una perdita di 5,5 residenti ogni mille abitanti, mentre Matera, con -6,3 per mille, registra il dato peggiore tra tutte le province italiane. È il quadro che emerge dalle elaborazioni sui movimenti migratori (fonte Istat) che confermano come il divario tra Mezzogiorno e Centro-Nord continui ad alimentare lo spopolamento delle aree meridionali, nonostante un rallentamento dell’emigrazione verso l’estero e una ripresa della mobilità all’interno del Paese.
Se il Nord continua ad attrarre nuovi residenti grazie alle maggiori opportunità occupazionali, la Basilicata resta una delle regioni più penalizzate. Il saldo migratorio interno è il peggiore d’Italia (-5,5 per mille), davanti alla Calabria (-3,8 per mille), mentre Matera guida la classifica negativa delle province con un tasso di -6,3 per mille. Un dato che conferma una tendenza ormai strutturale: i giovani e le famiglie continuano a lasciare il territorio regionale per trasferirsi soprattutto nelle regioni settentrionali. Anche il tasso di emigratorietà verso il Centro-Nord rimane tra i più elevati del Mezzogiorno. Nel 2025 dalla Basilicata sono partiti 7,6 residenti ogni mille abitanti, valore secondo solo alla Calabria (7,8 per mille) e sostanzialmente in linea con il Molise (7,5).
Il dato forse più preoccupante riguarda il capitale umano. Tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno ha perso 150 mila giovani laureati tra i 25 e i 34 anni. Di questi, 122 mila si sono trasferiti nelle regioni del Centro-Nord, mentre altri 28 mila hanno scelto di emigrare all’estero. Una perdita che alimenta ulteriormente il divario economico e demografico tra le diverse aree del Paese e che incide in modo particolare sulle regioni più piccole, come la Basilicata, dove la riduzione della popolazione giovane pesa sulla disponibilità di competenze e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti. Arrivano invece segnali più incoraggianti sul fronte delle migrazioni internazionali.

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