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Caro carburanti

Diesel, metà sconto in fumo. E c’è chi ancora non si adegua

Ennesima beffa per i lucani: il taglio di 17 cent al litro sulle accise assorbito da speculazioni e aumenti delle quotazioni. Basilicata ancora “maglia nera”

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Fabrizio Di Vito
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Primo Piano
Diesel, metà sconto in fumo. E c’è chi ancora non si adegua
POTENZA - Nonostante il recente nuovo taglio delle accise da parte del governo che si è fermato a 17 centesimi al litro e solo per il diesel, la Basilicata continua a indossare la maglia nera della regione dove i carburanti costano decisamente in più rispetto al prezzo atteso. Una situazione paradossale e inaccettabile nella terra del petrolio che da decenni contribuisce in modo insostituibile alla politica energetica nazionale. E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Unione Nazionale Consumatori che ha valutato l’impatto sui prezzi nelle singole regioni del taglio deciso dall’esecutivo nazionale per provare a tenere i prezzi al di sotto dei 2 euro al litro. Ma riuscirci sarà praticamente impossibile. Le quotazioni internazionali del gasolio, infatti, continuano a correre a ritmo sostenuto, sospinte dalle continue tensioni in Medio Oriente e da una pace che sembra sempre più lontana. Lo blocco dello stretto di Hormuz sta penalizzando molto di più le quotazioni del gasolio rispetto al barile di petrolio, tornato intorno agli 85 dollari al barile.
Il gasolio, invece, è ormai vicino al record delle prime settimane di guerra. E così del paventato sconto di 17 centesimi, nelle tasche dei lucani ne restano, se va bene, appena 10. Anche perché, a oltre 48 ore di distanza dall’entrata in vigore del decreto, non tutti i distributori si sono adeguati. Una palese violazione di legge sulla quale la guardia di finanza ha già acceso i riflettori. I gestori lamentano la presenza di giacenze acquistate con l’accisa piena e senza dubbio sono l’anello debole e con meno responsabilità di una catena dove la speculazione sui prezzi continua a peggiorare un contesto già di per sé molto complesso. Dopo la firma del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti, poi vanificato nel giro di un paio di settimane, le quotazioni erano crollate, permettendo un taglio dei prezzi nell’ordine almeno di 20-30 centesimi al litro. E, invece, il diesel è sceso al massimo intorno a 1,90 euro al litro.
Poi la ripresa del conflitto e la nuova “fiammata” delle quotazioni ha fatto il resto. Per un pieno di 50 litri dopo il taglio delle accise il risparmio dovrebbe attestarsi a 8,54 euro: in Basilicata si ferma a 4,65 euro, con una variazione effettiva dei prezzi medi che si è fermata ad una riduzione di 9,3 centesimi. “Escludendo le autostrade dove un pieno si paga 4,24 euro in più del prezzo atteso - evidenzia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori - la medaglia d’argento va alla Basilicata dove il gap è pari a 3,89 euro. Sul gradino più basso del podio il Molise dove gli automobilisti pagano 3,79 euro in più del dovuto per potersi rifornire. Anche considerando la regione più virtuosa, il Friuli Venezia Giulia, il divario è di quasi 2 euro, 1,94. Al secondo posto delle migliori, la Liguria, +2,04 euro, medaglia di bronzo va a Toscana, Lombardia e Piemonte, tutte con un aggravio di 2,14 euro rispetto a quanto era logico e giustificato pagare”. E con l’andamento delle ultime ore sui mercati internazionali c’è da attendersi altri aumenti alla pompa nell’ordine di 2-3 centesimi. Il rischio concreto per i lucani è quello di arrivare al 6 agosto, data in cui scade l’attuale taglio deciso dal governo, con gli stessi prezzi di prima. Il che vorrebbe dire, in caso di eliminazione dello sconto sulle accise, arrivare a toccare i 2,30 euro al litro per il gasolio.

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