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Lucani tra spopolamento e disservizi

Basilicata: qualità della vita bassa, cresce il divario con il Nord

Redditi in affanno, lavoro fragile e paesi che si svuotano: il Rapporto Bes 2026 fotografa le criticità lucane. La sfida è fermare la fuga dei giovani e garantire servizi e opportunità a chi resta

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Redazione
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Primo Piano
Basilicata: qualità della vita bassa, cresce il divario con il Nord
POTENZA – Non solo stipendi e occupazione: il divario tra Nord e Sud si misura anche nella qualità della vita, nell’accesso ai servizi e nelle prospettive per il futuro. È quanto emerge dal Rapporto Bes 2026 dell’Istat, che evidenzia le persistenti disuguaglianze territoriali e le fragilità del Mezzogiorno, con ricadute dirette anche sulla Basilicata.
Il dato regionale riportato nel testo di riferimento è di 48,2 punti, contro una media italiana di 59,6 e i 65,8 dell’Emilia, in calo rispetto al 2025. Un valore da verificare rispetto all’indicatore considerato, poiché il Bes analizza 148 parametri distribuiti in dodici ambiti, dalla salute al lavoro, dall’ambiente alle relazioni sociali.
Tra le criticità principali figurano l’occupazione instabile, la pressione sui bilanci familiari e la fuga dei giovani. Nel Mezzogiorno, nel 2025, il 12,3% delle famiglie dichiarava di non riuscire ad arrivare a fine mese. A pesare sono anche l’invecchiamento della popolazione e lo spopolamento delle aree interne, dove garantire sanità, trasporti e istruzione diventa sempre più difficile.
Le classifiche citate collocano Matera al 79° posto e Potenza all’84° per qualità della vita, mentre il capoluogo lucano ottiene il 14° posto nell’indice climatico.
La sfida, dunque, è trasformare i dati in politiche concrete: più lavoro stabile, servizi efficienti, sostegno ai redditi e investimenti per trattenere i giovani. Perché il benessere si misura anche nella possibilità di restare, vivere dignitosamente e costruire il proprio futuro senza essere costretti a partire.

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