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Clan Schettino

Droga nel Metapontino, condanne per oltre 100 anni di reclusione

Chiuso il processo di primo grado davanti alla Corte d’Assise per una delle operazioni contro il narcotraffico con le regioni limitrofe. Esclusa l'aggravante mafiosa

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Redazione
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Primo Piano
Droga nel Metapontino, condanne per oltre 100 anni di reclusione
POTENZA - La Corte d’Assise di Potenza ha inflitto condanne per oltre 100 anni di reclusione nei confronti degli appartenenti ad un presunto sodalizio criminale dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti lungo la fascia jonica lucana, con propaggini operative e di approvvigionamento che comprendevano anche le vicine province pugliesi e calabresi. Ma ancora una volta in un processo a carico di Gerardo Schettino, l’ex carabiniere di Scanzano Jonico, è stata esclusa l’aggravante mafiosa. Per lui una pena a sette anni di reclusione.
La condanna maggiore, 10 anni e 2 mesi, è stata inflitta nei confronti di Giuseppe Signorile. Dieci anni per Nicola Lo Franco, 9 anni per Nunzio Larizza, 8 anni e 4 mesi per Domenico Porcelli, 7 anni per Gianfranco Maiorano, Franceschino Venezia e Giuseppe Lopatriello, 6 anni e 6 mesi per Domenico Bianco, Casimiro Santarcangelo e Michele Renna, 6 anni per Antonio Maddaloni, 2 anni per Vittorio Corrado, Luigi Fusato, Francesco Pellegrino, Said Chariki, Nouredine Azzouz e Giuliano D’Amilo. La Corte presieduta dal giudice Rosario Baglioni ha emesso anche diverse assoluzioni nei confronti di Antonio Giannetta, Pawel Jan Federkiewicz, Loredana Fanelli, Francesco Spizzico, Vito Malizia, Marco Bruno, Pietro Suriano, Giuseppe Battafarano, Vittorio Corrado, Pietro Giovanni Galetta, Carmine Vincenzo Lerose, Domenico Marino, Dritan Naci, Daniele Tutino, Francesco De Bonis, Francesco Di Gregorio e Francesco Pellegrino, Vincenzo Luigi Celico, Berardino Sforza, Gianina Baciu e Kamal Azili.
Per altri imputati è invece stata rilevata l’intervenuta prescrizione dei reati contestati. La Corte d’Assise del capoluogo di regione ha disposto la confisca e la distruzione dello stupefacente e degli strumenti da taglio e confezionamento sequestrati all’epoca delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza. Per le motivazioni del verdetto di primo grado arrivato nel tardo pomeriggio di martedì bisognerà attendere novanta giorni. (F.D.V.)

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