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Crisi dell'automotive

Its Melfi verso la chiusura: a rischio 75 posti di lavoro

L’azienda conferma lo stop alle attività entro il 31 dicembre. Sindacati e Rsu: “No ai licenziamenti, la Regione convochi subito un tavolo di crisi”

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Primo Piano
Its Melfi verso la chiusura: a rischio 75 posti di lavoro
POTENZA - La International trading & service srl ha confermato nel corso del tavolo che si è svolto lunedì pomeriggio a Potenza nella sede di Confindustria la volontà di proseguire verso la chiusura delle attività al 31 dicembre. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti della Its - azienda operante nella Logistica Stellantis presso l’area industriale di San Nicola di Melfi, le organizzazioni sindacali del comparto Logistica - Fast Fismic, Fismic Cofsal, Ultrasporti e la Rsu - per fare il punto con estrema chiarezza sulla drammatica situazione occupazionale che interessa la sede federiciana. L’azienda ha motivato la scelta con la perdita delle commesse e con le difficoltà che stanno travolgendo l’intero settore automotive. Di fronte a questa posizione, le organizzazioni sindacali e la Rsu hanno ribadito la ferma contrarietà ai licenziamenti, chiedendone il ritiro immediato e la salvaguardia di tutte le 75 risorse attualmente in forza.
“Riteniamo inaccettabile che la crisi del settore - sostengono i sindacati - venga scaricata interamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie. La International Trading & Service Srl non può sottrarsi ai propri doveri: sussiste una precisa responsabilità sociale e solidale nei confronti di maestranze che per anni hanno garantito la continuità operativa. L’impresa e la sua governance - a partire dall’amministratore delegato Lorenzo Mossucca - hanno il dovere morale e industriale di sedersi al tavolo delle trattative insieme alle parti sociali e alle istituzioni per trovare soluzioni concrete, inclusa la valutazione di opportunità di ricollocazione e riassorbimento all’interno delle altre società gestite dall’Ad stesso.
Come rappresentanza dei lavoratori, abbiamo formalmente richiesto e ribadito l’attivazione degli strumenti di tutela previsti per l’area di crisi industriale complessa. Per noi, l’ammortizzatore sociale - aggiungono i sindacati - non deve essere un mero accompagnamento alla chiusura, ma un trampolino di lancio verso una reale reindustrializzazione e riqualificazione. In questo scenario è fondamentale il ruolo della Regione Basilicata, a cui chiediamo la convocazione di un tavolo di crisi urgente. Sarà essenziale raccordare gli strumenti di sostegno al reddito con i prossimi bandi regionali dedicati alla transizione industriale e all’automotive, creando le condizioni per attirare nuovi investimenti, sostenere la riconversione e garantire la piena ricollocazione dei 75 lavoratori”. Le organizzazioni sindacali e la Rsu si stanno attivando su tutti i livelli istituzionali per fare in modo che la Regione Basilicata apra ad horas la discussione. “La salvaguardia dei posti di lavoro a Melfi - concludono - è una battaglia di dignità sociale e tenuta industriale per tutto il territorio”.

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