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Tutto fermo dalla Consulta per le garanzie statutarie

“La politica blocca il referendum contro i vitalizi"

Il Comitato promotore: “Questo atteggiamento ostruzionistico del centrodestra è un aperto sabotaggio della dialettica democratica. È ora di una mobilitazione”

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Primo Piano
“La politica blocca il referendum contro i vitalizi"
Il Comitato promotore del referendum contro i vitalizi
POTENZA - “La politica blocca il referendum contro i vitalizi”. È l’accusa che muovono i promotori del referendum abrogativo degli articoli 16 e 17 della legge regionale 57 che ha reintrodotto i vitalizi in Regione.
Si tratta dell’ottenimento di un assegno mensile di circa 600 euro al compimento dei 65 anni, a fronte del versamento di contributi pari a 570 euro al mese per i cinque anni di mandato. Una manovra avversata sin da subito dal Comitato promotore del referendum, impegnato a far cancellare quello che giudicano come un privilegio oltremodo da osteggiae in raffronto alla situazione economica e sociale della Basilicata.
“Dopo due mesi dal nostro quesito - spiegano - continua il silenzio assordante della Consulta per le garanzie statutarie. Il Consiglio regionale della Basilicata completa il lavoro insabbiando la legge sulla partecipazione. È il momento di rispondere alla democrazia sospesa coinvolgendo il mondo associativo nella mobilitazione per una reale democrazia regionale. Non è accettabile, a quasi dieci anni dall’entrata in vigore dello Statuto, che qualcuno continui a dichiarare inesigibile il diritto dei lucani a partecipare alla vita politica della Basilicata. Questo atteggiamento ostruzionistico della maggioranza di centrodestra, che sequestra il dibattito con la spada di Damocle di una legge sulla partecipazione che deve sempre approvare tra poco e non approva mai, è un aperto sabotaggio della dialettica democratica. Ed è incomprensibile - aggiungono i promotori referendari - il silenzio della Consulta, un organo amministrativo di garanzia che continua a negare ai lucani l’accesso al referendum tramite la legge 40/1980 con il comodo rimedio del mutismo”.
In attesa di conoscere le valutazioni della magistratura contabile sulla cosiddetta invarianza finanziaria della legge sui vitalizi, il Comitato promotore allargherà la mobilitazione per la democrazia al mondo associativo, per affermare la necessità di una politica diversa, che assuma come priorità i bisogni delle persone e non i privilegi degli amministratori. “Davanti a questa gravissima sospensione della democrazia, che si consuma nell’assurdo silenzio di tutto il Consiglio regionale - concludono i promotori del referendum abrogativo - la risposta non può che essere l’impegno collettivo per una politica diversa. È solo l’inizio di una nuova stagione di rivendicazioni civili”.

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