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Sanità

Liste d'attesa ginecologiche, Basilicata virtuosa

Ma le prestazioni con priorità urgente, da garantire entro tre giorni, restano il punto critico, con il 76,7% entro soglia, il 18,9% oltre, e il 4,3% in scadenza

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Primo Piano
Liste d'attesa ginecologiche, Basilicata virtuosa
POTENZA -  La Basilicata si conferma tra le regioni italiane più efficienti nella gestione delle liste d’attesa per le prestazioni ginecologiche, secondo i dati 2026 del Portale della Trasparenza di Agenas. L’analisi prende in esame sia le prime visite ginecologiche sia le ecografie, evidenziando una situazione complessivamente positiva per la sanità lucana, pur in presenza di alcune criticità legate alle richieste urgenti. A livello nazionale, il quadro continua a mostrare forti differenze territoriali. Le prestazioni programmate vengono generalmente erogate entro i tempi previsti dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, mentre le maggiori difficoltà riguardano le richieste urgenti, che richiedono una risposta in pochi giorni. Proprio la capacità di garantire tempestività nei casi più delicati rappresenta oggi una delle principali sfide del Servizio sanitario nazionale. Agenas invita tuttavia a interpretare i dati con cautela. Le Regioni utilizzano infatti in modo non uniforme le classi di priorità, in particolare la classe “P” (programmata), che prevede l’erogazione della prestazione entro 120 giorni. Una quota elevata di prescrizioni inserite in questa categoria può favorire il rispetto formale degli obiettivi temporali. Per questo motivo l’Agenzia raccomanda di considerare anche altri indicatori, come l’appropriatezza prescrittiva e la distribuzione delle prenotazioni tra le diverse classi di priorità.
Le maggiori criticità emergono per le prestazioni classificate come urgenti (priorità U), che dovrebbero essere garantite entro tre giorni. A livello nazionale, circa il 76,7% delle richieste trova una disponibilità entro i tempi previsti, mentre quasi una prestazione su quattro supera o sfiora il limite massimo consentito. Anche per le prestazioni a priorità breve (classe B), da effettuare entro dieci giorni, una quota significativa di prenotazioni continua a registrare ritardi. In questo contesto, la Basilicata si distingue per risultati generalmente superiori alla media. Nella settimana di monitoraggio compresa tra il 14 e il 20 giugno, l’indice medio di rispetto dei tempi per le prime visite ginecologiche è stato pari al 77,78%, sebbene il numero di prestazioni monitorate fosse limitato. Ancora migliori i dati relativi alle ecografie ginecologiche, con un indice medio dell’84,5%.
Secondo Agenas, la regione rientra tra quelle che riescono a garantire il rispetto dei tempi di attesa nella quasi totalità delle classi di priorità, insieme a realtà come Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Marche e Piemonte. Questo risultato colloca la sanità lucana tra le più performanti del Paese nel settore ginecologico. Anche sul fronte degli esami diagnostici il quadro nazionale appare contrastato. Le ecografie ginecologiche programmate o differite vengono effettuate entro i tempi previsti in quasi nove casi su dieci. Restano invece più problematiche le richieste urgenti, che rappresentano una quota minoritaria del totale ma richiedono una risposta rapida. Le prestazioni urgenti vengono soddisfatte nei tempi previsti nel 76,7% dei casi, mentre circa il 19% supera i limiti stabiliti. Le difficoltà maggiori si concentrano in alcune aree del Mezzogiorno e nella Provincia autonoma di Trento. Particolarmente critica la situazione della Puglia, dove il rispetto dei tempi per le visite ginecologiche urgenti si ferma al 44,3% e per le ecografie urgenti scende al 32,8%.
Di segno opposto la situazione della Basilicata, che continua a distinguersi per la capacità di garantire tempi di risposta generalmente in linea o superiori agli standard nazionali. Si tratta di un risultato significativo in una fase in cui il contenimento delle liste d’attesa rappresenta una delle principali priorità del sistema sanitario. Resta comunque aperta la questione delle prestazioni urgenti, che richiedono un monitoraggio costante e un continuo rafforzamento dell’organizzazione sanitaria. La sfida per il futuro sarà mantenere gli attuali livelli di efficienza e, allo stesso tempo, migliorare ulteriormente la capacità di risposta nei casi che necessitano di interventi tempestivi. I dati Agenas confermano dunque una sanità lucana con buone performance in ambito ginecologico, ma mostrano anche come il problema delle liste d’attesa non possa ancora considerarsi definitivamente risolto, soprattutto per le prestazioni a maggiore priorità clinica.


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