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Meloni a Policoro, visita alle zone colpite dalla tromba d'aria

Tappa lucana dopo la convention di Fratelli d'Italia a Bari. "Sullo stato d'emergenza, il Governo farà la sua parte". E riapre il dibattito sul petrolio

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Redazione
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Primo Piano
Meloni a Policoro, visita alle zone colpite dalla tromba d'aria
POLICORO- Visita a sorpresa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che questo sabato mattina, dopo la convention di Fratelli d'Italia a Bari,  ha fatto tappa in Basilicata, in particolare a Policoro. La cittadina lucana è ancora sotto shock dopo la tromba d'aria dello scorso mercoledì pomeriggio che ha piegato in due il comparto turistico e quello dell'agricoltura. 
LA TAPPA A POLICORO - La premier è stata accolta prima in un albergo della costa, dove ha incontrato il presidente della Regione Vito Bardi, il sindaco di Policoro Enrico Bianco e gli assessori regionali Cosimo Latronico e Carmine Cicala. Ma soprattutto Meloni ha avuto modo di guardare negli occhi alcuni degli operatori balneari e degli imprenditori agricoli le cui strutture sono state devastate dalla furia dell'acqua e del vento. In attesa degli aiuti promessi dalla Regione dopo la dichiarazione dello stato di emergenza e calamità regionale, ma soprattutto del parere favorevole all'istanza nazionale.
Risorse importanti che servirebbero a riscostruire i due comparti gravemente danneggiati da un evento meteorologico devastante e imprevisto. Poi la visita in un circolo velico, ad alcuni lidi distrutti e a diverse aziende agricole in ginocchio.
Ai microfoni della stampa, Meloni ha assicurato l'intervento del Governo: "Ho sentito il ministro Musumeci e la Protezione civile- ha detto Meloni- credo che verrà chiesto lo stato d'emergenza e a quel punto il Governo potrà intervenire". Poi i complimenti allo spirito di resilienza dei lucani: "Ho potuto constatare che c'è stata una grande voglia di rimboccarsi le maniche, di riaprire le strutture  e di fare il possibile. Non è un atteggiamento da tutti. Un plauso alla cittadinanza e a quanti hanno lavorato per l'emergenza a partire da vigili del fuoco,  Protezione civile, forze dell'ordine e amministrazioni pubbliche".
IL PETROLIO - A far discutere però, sono state le parole della premier lanciate venerdì sera da Bari, quando nel suo discorso davanti a migliaia di iscritti e di amministratori di Fratelli d'Italia, ha toccato temi spinosi, come il caro energia che imperversa da mesi e svuota le tasche dei cittadini. Nel confermare, per esempio, l'ennesima proroga sul taglio delle accise sul gasolio, Meloni ha affrontato la problematica anche in prospettiva. Una delle soluzioni l'ha individuata proprio in Basilicata, accennando all'intenzione da parte dell'esecutivo di voler aumentare le estrazioni petrolifere e alla partita in corso che si gioca sul nucleare.
“Abbiamo protetto questa nazione il più possibile dal caro energia, ma adesso – ha detto - vogliamo che l'energia che serve in Italia si produca il più possibile in Italia. Ed è per questo che dopo 40 anni abbiamo rotto un tabù ed abbiamo riaperto la strada del nucleare. Esattamente come intendiamo aumentare – ha aggiunto - la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari perché non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce l'abbiamo in Basilicata”.  Parole che nella nostra regione, riaprono inevitabilmente un dibattito mai sopito, che da tempo alimenta forti contrasti in sede di Consiglio regionale. Soprattutto alla luce dell'apporto energetico che la Basilicata da decenni assicura all'Italia, ricevendo in cambio quasi nulla dal punto di vista delle ricadute occupazionali. A cui aggiungere il malessere dei cittadini per i prezzi dei carburanti alla pompa, tra i più alti nel paese, nella regione dove quel carburante viene estratto.


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