MATERA - A seguito della conferma del primo rilevamento ufficiale di una pianta di mandorlo contagiata dal batterio Xylella fastidiosa sottospecie multiplex sul territorio della provincia di Matera — in un’area di confine tra i comuni di Matera e Altamura — il Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Matera esprime profonda apprensione, ma al contempo richiama tutti i soggetti del comparto agricolo alla massima coesione e alla razionalità operativa.
La notizia, confermata ufficialmente dagli organi regionali e dall'Ufficio Fitosanitario, i quali hanno sino ad oggi ottimamente operato sul fronte della prevenzione e del monitoraggio preventivo, colloca l’infezione in quella specifica fascia di territorio collinare confinante con la Puglia, già da tempo attenzionata speciale a causa della prossimità con i focolai pugliesi di Santeramo in Colle.
"Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per il patrimonio agricolo e paesaggistico della provincia di Matera e dell'intera Basilicata", dichiara il presidente del Collegio dei Periti Agrari di Matera, Domenico Genchi. "La presenza del batterio, sebbene nella sottospecie multiplex — che colpisce principalmente le drupacee come il mandorlo, oltre all'oleandro e all'olivo — rappresenta una minaccia concreta che richiede una risposta tempestiva."
Per affrontare con rigore scientifico ed efficacia pratica questa delicata fase, il Collegio dei Periti Agrari di Matera propone formalmente alla Regione Basilicata l’istituzione immediata di una Task Force Operativa Regionale composta da esperti del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali (Ufficio Fitosanitario Regionale), tecnici e ricercatori dell'Alsia, avvalendosi delle elevate capacità diagnostiche del laboratorio Metapontum Agrobios, rappresentanti degli Ordini e Collegi Professionali dell'area agraria (Periti Agrari, Agronomi e Forestali, Agrotecnici).
"Solo attraverso una cabina di regia unificata e multidisciplinare", prosegue il presidente Genchi, "sarà possibile attuare in modo razionale e coordinato i piani di monitoraggio, le misure di contenimento stabilite dai regolamenti europei e le attività di informazione capillare rivolte ai proprietari e conduttori di terreni agricoli, il cui supporto attivo è vitale per identificare precocemente eventuali focolai."