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Morte di Maria Vittoria Carbone

Omicidio di Tito, settimana prossima l'incidente probatorio

Il gip convalida l’arresto, ma vuole sentire nuovamente Santamaria. Il 31enne reo confesso osserverà la misura nel reparto psichiatrico del carcere di Bari

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Fabrizio Di Vito
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Primo Piano
Omicidio di Tito, settimana prossima l'incidente probatorio
POTENZA  - Il gip del tribunale di Potenza Ida Iura ha convalidato l’arresto di Giampiero Santamaria, il 31enne affetto da disturbi psichici reo confesso dell’omicidio della madre, Maria Vittoria Carbone, la 57enne uccisa giovedì sera nell’abitazione del giovane a Tito. Il giudice ha disposto la custodia cautelare del 31enne nel reparto psichiatrico del carcere di Bari, ma ha fissato un ulteriore interrogatorio per formulare altre domande al giovane, assistito dall’avvocato Antonio Di Lena, il cui racconto continua inevitabilmente ad essere caratterizzato da momenti di vuoto e confusione. All’obitorio dell’ospedale San Carlo di Potenza, invece, è stata effettuata l’autopsia sul corpo della donna per chiarire le cause del decesso e le modalità dell’aggressione che secondo la versione del figlio sarebbe avvenuta in cucina con modalità molto violente.
All’arrivo dei sanitari la donna era in condizioni gravissime e presentava un gravissimo trauma facciale. Il pm Russo, titolare del fascicolo, vuole chiarire anche altri aspetti della vicenda, a cominciare dal tempo trascorso dall’aggressione alla richiesta di intervento dei soccorritori effettuata dal padre del giovane che viveva nell’appartamento di fianco. Sul punto, infatti, la versione del giovane non sarebbe stata del tutto lineare. Così come si sta cercando di capire il motivo per cui il 31enne lo scorso 13 agosto abbia saltato la terapia a base di psicofarmaci a cui veniva periodicamente sottoposto presso il centro di igiene mentale. Si punta ad accertare eventuali negligenze e omissioni nel percorso socio-assistenziale dedicato al giovane. La prossima settimana, infine, in incidente probatorio si procederà all’affidamento dell’incarico da parte della procura ad un consulente per una perizia sulla capacità d’intendere e di volere del giovane, anche per valutare la capacità di stare in giudizio e sostenere l’eventuale processo a suo carico. Accertamento indispensabile alla luce delle condizioni di un paziente già seguito da tempo presso il centro di Igiene Mentale, con tutta la relativa documentazione che sarà messa a disposizione del consulente.

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