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Politica energetica

Petrolio: ieri contro le trivelle, oggi tutti “allineati”

Le contraddizioni e i silenzi di Bardi e del centrodestra. Avs-Europa Verde ricorda le posizioni del 2016 dell’attuale maggioranza. Opposizioni pronte a manifestare

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Redazione
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Primo Piano
Petrolio: ieri contro le trivelle, oggi tutti “allineati”
POTENZA - La parola “petrolio” torna a scuotere la politica lucana. A riaccendere il confronto sono le dichiarazioni di Giorgia Meloni a Bari, dove la presidente del Consiglio, parlando di sicurezza energetica e produzione nazionale, ha indicato la Basilicata come uno dei territori su cui l’Italia può contare. Una prospettiva che, in regione, viene letta come il possibile preludio a una nuova stagione delle estrazioni, proprio mentre si avvicina il 2029, anno di scadenza delle concessioni. La reazione è stata immediata. I consiglieri regionali di centrosinistra giudicano “inaccettabili” toni e contenuti dell’intervento della premier e chiedono al presidente Bardi di uscire dall’ambiguità. La domanda è diretta: il governatore era a conoscenza di un progetto per aumentare la produzione? Lo condivide? E quando intende aprire un confronto con i lucani? Il tema non arriva peraltro in un vuoto istituzionale. Nelle scorse settimane la giunta regionale ha autorizzato due permessi di ricerca per idrocarburi, una decisione contestata dall’opposizione e da amministratori locali.
È questo il contesto nel quale le parole di Meloni assumono, secondo il centrosinistra, un peso politico particolare. A provare a ridimensionare la portata dell’intervento della premier è stato il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Michele Napoli. Meloni, sostiene Napoli, non avrebbe annunciato un piano per aumentare le estrazioni in Basilicata, ma posto una questione di interesse nazionale sull’utilizzo delle risorse energetiche. E se la Basilicata è strategica per il Paese, aggiunge, deve riuscire a trasformare questa strategicità in benefici per il territorio. È una risposta che non basta a chi oggi chiede al centrodestra lucano di chiarire la propria posizione. Perché, al di là dell’interpretazione delle parole di Meloni, resta un dato politico: la premier ha evocato la Basilicata parlando della necessità di produrre più petrolio e, finora, la maggioranza regionale e parlamentare lucana non ha espresso una linea riconoscibile.
A puntare il dito contro questo silenzio è anche il presidente del Consiglio comunale di Potenza, Pierluigi Smaldone. “Meloni vuole più petrolio dalla Basilicata? La Basilicata ha già dato”, è l’incipit della sua presa di posizione. Smaldone chiede agli esponenti lucani che sostengono il governo di dire se intendano difendere gli interessi della regione oppure seguire le decisioni di Roma. La sua proposta è quella di aprire una vera vertenza nazionale sul rapporto tra estrazioni e territorio: non soltanto compensazioni, ma interventi su energia, sanità, infrastrutture, occupazione e spopolamento. Il punto, in sostanza, è stabilire quanto debba valere per la Basilicata il suo ruolo energetico nazionale.
Ma la polemica più insidiosa per il centrodestra arriva dalla memoria recente. Avs-Europa Verde punta infatti sulle posizioni assunte nel 2016 - anno del referendum sulle trivellazioni che mobilitò il Paese e in Basilicata raggiunse il quorum, con una partecipazione particolarmente significativa a Potenza e Matera - da alcuni degli attuali protagonisti della maggioranza. “Nel 2016 Rosa e Gemmato erano in prima fila contro le “perforazioni pazze”. Manifestazioni, piazze, proteste. Anche a Policoro. Parole loro. Non nostre. Oggi Rosa e Gemmato (già coordinatore regionale di FdI, ndr) sono, rispettivamente, vicepresidente della Commissione Ambiente e sottosegretario alla Salute. E proprio quando, stando al governo, avrebbero potuto fare ciò che proclamavano nel 2016, magicamente è cambiata la memoria. Ieri: “No alle perforazioni pazze!” Oggi: “Il petrolio è una risorsa strategica nazionale!”. Una piroetta politica da medaglia olimpica. Possono cambiare slogan, posizione e persino versione. Ma non possono pretendere di cambiare la memoria dei lucani. Ecco perché, affinché i cittadini lucani non dimentichino, e per dare evidenzia della memoria selettiva a convenienza, dell’attuale governo, a breve verrà indetta una manifestazione dinanzi il palazzo della giunta regionale”. L’obiettivo è riportare la discussione sul piano politico e chiedere conto alla Regione delle proprie intenzioni. A Bardi viene chiesto di chiarire se la linea evocata da Meloni sia anche quella della Regione. E al centrodestra lucano di spiegare se, sul petrolio, siano ancora valide le posizioni sostenute in passato. Per ora, a parlare è soprattutto l’opposizione. Il resto è silenzio. (Ce.Be.)

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