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Crisi dell'automotive

Stellantis a Melfi, produzione a singhiozzo: "Senza ripresa è allarme lavoro"

Lo stop dello stabilimento lucano fino a questo lunedì 26 ottobre, riaccende le preoccupazioni dei sindacati. Lomio (Uilm) punta i riflettori sull’indotto, sulla nuova Lancia e sull'Alfa Romeo

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Redazione
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Primo Piano
La crisi dell’automotive è tutt’altro che superata e lo stabilimento Stellantis di San Nicola di Melfi continua a fare i conti con una produzione a singhiozzo. La chiusura dal 22 al 26 ottobre, ufficialmente legata alla mancanza di componenti, riporta al centro le difficoltà del mercato e le preoccupazioni per il futuro occupazionale.
A lanciare l’allarme è Marco Lomio, segretario della Uilm Basilicata, che sottolinea la complessità della fase attraversata dal settore. Nonostante alcuni timidi segnali di ripartenza, le vendite restano insufficienti a garantire la piena attività produttiva. E le conseguenze rischiano di pesare soprattutto sull’indotto.
A preoccupare sono anche i lavoratori della logistica, tra cui quelli di Trasnova e Logitech, per i quali la cassa integrazione è in scadenza il 31 dicembre. Senza una ripresa concreta, avverte il sindacato, diventa sempre più difficile individuare prospettive occupazionali solide.
Le speranze sono legate al lancio della nuova Lancia, dell'Alfa Romeo, ma per Lomio non basterà: servono volumi produttivi adeguati, motorizzazioni più rispondenti alle richieste del mercato e nuove regole europee capaci di sostenere la competitività dell’industria automobilistica. Per Melfi, la sfida resta quella di trasformare le attese in un vero rilancio.
ASCOLTA L'INTERVISTA AL SEGRETARIO UILM LOMIO NEL SERVIZIO DI VITTORIO LAVIANO

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