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Attese risposte dal Consiglio regionale del 3 novembre

Carovita e crisi agricola, il Materano alza la voce: "Basta promesse, servono risposte"

Da Marconia a Tursi, agricoltori, cittadini e sindaci fanno fronte comune contro il caro carburanti e l’aumento dei costi. Nel mirino gli aiuti ancora attesi e l’assenza di misure concrete

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Redazione
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Primo Piano
Carovita e crisi agricola, il Materano alza la voce: "Basta promesse, servono risposte"
MARCONIA DI PISTICCI – La crisi agricola diventa una battaglia per l’intero territorio. Da Marconia a Tursi, cresce la mobilitazione contro il caro carburanti e l’aumento dei costi che mettono in difficoltà aziende, famiglie e lavoratori. Gli agricoltori del Metapontino sono scesi in strada, raggiungendo Metaponto lungo la statale Jonica, per chiedere sostegni concreti, un reddito dignitoso e la tutela della produzione agroalimentare.
«Le aziende rischiano il tracollo», denuncia Francesco Malvasi, coordinatore del comitato promotore, indicando nelle spese di produzione e nel caro gasolio una minaccia per l’agricoltura e per tutto l’indotto, dai trasporti al commercio. Al centro della protesta anche i 25 milioni di euro annunciati per il settore, che, secondo il comitato, non sarebbero ancora arrivati alle aziende. 
Da qui l’appello all’assessore regionale Cicala e ai consiglieri lucani: chiarire quanti fondi siano effettivamente disponibili, quando arriveranno e attraverso quali provvedimenti. «Se i soldi ci sono, mostrate le carte. Se non ci sono, abbiate il coraggio di dirlo», è la richiesta del comitato, che invoca responsabilità e atti concreti in vista della discussione sulla crisi agricola prevista in Consiglio regionale il 3 novembre.
Parallelamente, a Tursi, amministratori locali, manifestanti e cittadini si sono riuniti nella sala consiliare su iniziativa della sindaca Maria Anglona Adduci. I sindaci presenti hanno espresso sostegno alla mobilitazione, chiedendo interventi regionali e nazionali per contenere i prezzi, sostenere il potere d’acquisto e alleggerire il peso dei rincari. Tra le proposte, anche la tassazione degli extraprofitti e la contrarietà a nuove estrazioni petrolifere che ignorino le esigenze delle comunità.
La strada individuata è quella dell’unità istituzionale: un documento condiviso con le richieste dei presìdi, un confronto con Regione Basilicata e Prefettura e un possibile tavolo con tutti i 31 sindaci della provincia di Matera. L’obiettivo è trasformare la protesta in iniziative concrete. Perché, tra aziende in difficoltà e famiglie strette dal carovita, il territorio chiede risposte, non nuovi annunci.

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