MELFI- Produzione a singhiozzo e continui stop. Annunciati quando gli operai sono già sulla Potenza-Melfi diretti in fabbrica. Troppo tardi per fare retromarcia. Oramai per i lavoratori Stellantis è diventata una triste abitudine. Si respira un’aria pesante nell’area industriale di San Nicola di Melfi dove, l’avvio dei modelli elettrici sulle linee, non ha significativo un ritorno alla piena attività. Ne sono consapevoli i sindacati che da mesi denunciano una situazione di incertezza per i lavoratori. L’ultimo allarme arriva dalla Fiom Cgil. Il sindacato in una nota denuncia i ritardi con cui ai lavoratori vengono comunicati gli stop. Come quello recente annunciato alle 12:50 della giornata di martedì scorso da Stellantis che ha comunicato la sospensione dell’attività lavorativa per un problema tecnico, quando molti lavoratori avevano già preso i mezzi per raggiungere lo stabilimento e iniziare il secondo turno. Per il sindacato “gli imprevisti possono capitare, ma il problema è una gestione del lavoro che da mesi costringe lavoratrici e lavoratori a vivere nell’incertezza continua”. “Turni comunicati di mese in mese - prosegue la Fiom Cgil - sospensioni annunciate spesso il giorno prima, riduzioni produttive e differenti programmazioni tra le unità produttive stanno determinando una condizione sempre più simile al lavoro a chiamata, con pesanti ricadute sulla vita personale e sul reddito delle persone”.
Nella giornata di oggi giovedì 29 ottobre, durante l’incontro convocato per comunicare il nuovo assetto produttivo di novembre, i delegati Fiom Cgil denunceranno queste criticità e chiederanno trasparenza sui calendari, certezze sui turni e garanzie concrete sul futuro produttivo e occupazionale, anche in vista dell’arrivo dei nuovi modelli. Nei prossimi giorni, la Fiom Cgil richiederà un’assemblea sindacale per discutere con le lavoratrici e i lavoratori della situazione produttiva, delle condizioni di sicurezza e di lavoro e del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, sul quale la Fiom illustrerà la propria piattaforma contrattuale. “Non è più accettabile - conclude la segreteria del sindacato - che siano sempre i lavoratori a pagare il prezzo delle incertezze aziendali. Il lavoro non può essere gestito giorno per giorno, senza programmazione e senza rispetto per chi vive del proprio salario”.