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La XXVIII Indagine di AlmaLaurea

Unibas, a un anno dalla laurea sei su dieci hanno trovato lavoro

La metà trova occupazione in Basilicata. Ma stabilità e stipendi adeguati arrivano più tardi. Il rettore Mancini: “Svolgiamo ruolo di ascensore sociale”

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Unibas, a un anno dalla laurea sei su dieci hanno trovato lavoro
Università della Basilicata, nuovo polo, Mt
POTENZA - Oltre il 75% dei cervelli formati in Basilicata è occupato al Sud, il 55% trova invece lavoro direttamente in regione. E’ uno dei dati più significativi emersi esaminando il XXVIII rapporto su Laurea e occupazione, realizzato dal consorzio interuniversitario AlmaLaurea nel 2026 e presentato ieri a Matera. La XXVIII Indagine AlmaLaurea sugli esiti occupazionali della laurea, svolta nel 2025, ha coinvolto quasi 700 mila laureati di primo e secondo livello, di 81 atenei aderenti ad AlmaLaurea e ha riguardato complessivamente 1.665 laureati dell’università della Basilicata. Il 70,5% dei laureati di primo livello Unibas, dopo il conseguimento del titolo, si è iscritto ad un corso di laurea di secondo livello. Considerando solo quelli che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti ad un nuovo corso di laurea (26,6%), il tasso di occupazione, a un anno dal titolo, è del 61%. Svolgono per lo più professioni tecniche nell’ambito dei servizi (81% circa) e hanno contratti a tempo determinato (36% circa), indeterminato (25%), l’11% svolge attività in proprio mentre, su scala nazionale, sono più frequenti i contratti alle dipendenze e a tempo indeterminato (40,2%). La retribuzione è, in media, di 1.212 euro mensili netti (a livello nazionale 1.491 euro); il differenziale negativo che caratterizza larga parte del Mezzogiorno è, in molti casi, influenzato da quello del costo della vita. Sono stati presi in esame, inoltre, l’efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Il 48% degli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto (dato che a livello nazionale raggiunge il 60%); il 48% degli occupati, in linea con la media italiana, dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università. La situazione è di gran lunga migliore per i laureati di secondo livello contattati a un anno dal titolo. Il tasso di occupazione è del 76% (contro l’81% a livello nazionale). Svolgono per quasi l’80% professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione. Il contratto di lavoro è per lo più a tempo determinato (si tratta del 42,5% - contro il 28,7%), nel settore pubblico 49% e 49% privato. L’84% circa degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo (a livello nazionale lo crede il 67% circa); il 72% circa dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi. Numeri ancor più positivi si rilevano per i laureati Unibas di secondo livello contattati a cinque anni dal titolo. Il tasso di occupazione è cresciuto significativamente al 92% (il dato nazionale corrisponde invece al 94%). L’85% svolge professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione e per il 54% è assunto a tempo indeterminato.
IL VOTO DI LAUREA
Superiori al valore medio nazionale gli indicatori relativi al voto di laurea, alla percentuale di laureate e laureati provenienti da fuori regione – che dimostra una buona attrattività dell’Ateneo – al grado di soddisfazione dei laureati di secondo livello per il percorso svolto, ai rapporti con i docenti e con i colleghi studenti, all’organizzazione degli esami, all’esperienza e al sostenimento degli esami all’estero, alle infrastrutture messe a disposizione dell’Ateneo, allo svolgimento di tirocini curricolari, all’efficacia del titolo di studio. Restano lievemente al di sotto dei valori nazionali, ma in linea con quelli del Mezzogiorno, le percentuali relative a occupazione e retribuzione. I laureati nel 2025 dell’Università della Basilicata interessati dall’indagine sono 759, di cui 400 di primo livello, 172 magistrali biennali e 187 a ciclo unico. Per il magnifico rettore, Ignazio M. Mancini “si tratta di elementi rilevanti, sia perché testimoniano il ruolo di “ascensore sociale” svolto dall’ateneo lucano, sia perché la stessa indagine AlmaLaurea sottolinea come il contesto sociale di origine influisca sulla velocità e regolarità del percorso formativo”.

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