POTENZA - Prosegue la mobilitazione dei lavoratori della Smartpaper. "Quella di oggi - spiegano in una nota congiunta Fim Fiom Uilm Fismic - è stata una giornata lunga e intensa, iniziata con un incontro presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Basilicata con l’assessore Francesco Cupparo, durante il quale si è fatto il punto sulla vertenza in corso. Nel corso dell’incontro si è cercato, attraverso il confronto con la Regione, di individuare possibili punti di avvicinamento tra le parti, nella prospettiva di arrivare ad una soluzione positiva di una vertenza che resta complessa e delicata. Questa mattina le organizzazioni sindacali hanno inoltre inviato una PEC di diffida chiedendo l’annullamento dell’efficacia della gara attualmente in corso, ritenuta viziata da una evidente non congruità tra il salario reale dei lavoratori e il costo del lavoro indicato nei documenti di gara.
La gara, avviata nel marzo 2025, non tiene conto degli aggiornamenti derivanti dall’accordo sugli inquadramenti professionali sottoscritto nell’ottobre 2024. Proprio per questo motivo riteniamo che i documenti di gara avrebbero dovuto essere aggiornati con il reale costo del lavoro. Abbiamo quindi chiesto alla committenza - prosegue la nota - di annullare la gara e rivedere le tabelle del costo del lavoro, affinché le imprese possano partecipare tenendo conto dei diritti e delle condizioni economiche effettive dei lavoratori. In queste settimane i lavoratori e le organizzazioni sindacali stanno portando avanti una mobilitazione continua, con scioperi e presidi, per difendere il lavoro e la dignità delle persone.
Per la giornata di domani è previsto un nuovo presidio davanti alla Regione Basilicata, con la richiesta al Presidente Vito Bardi di ricevere una delegazione composta da lavoratori e rappresentanti delle organizzazioni sindacali metalmeccaniche. Crediamo che tenere le porte chiuse da parte di Enel e dell’Ati non serva a nessuno. Noi abbiamo fatto un passo avanti aprendo al confronto e ci aspettiamo che prevalgano il buon senso e il senso di responsabilità da parte di tutti. Chiudere quella porta significherebbe soltanto aumentare le tensioni. In tal caso ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità di fronte alle istituzioni e agli organi competenti rispetto alle irregolarità che abbiamo denunciato e che continueremo a denunciare.
La nostra battaglia non riguarda solo la difesa del posto di lavoro, ma anche la dignità del lavoro. In questa terra non è più accettabile che il lavoro venga usato come strumento di ricatto. Il lavoro deve procedere di pari passo con la dignità: dignità che si misura nel riconoscimento della professionalità e nel giusto salario dei lavoratori. La lotta continua - conclude la nota -. Il presidio proseguirà domani davanti alla Regione Basilicata".