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Decide la rete di Chakir nel finale

Potenza, applausi e lacrime

Sconfitta di misura ad Ascoli, i leoni rossoblù escono dai play-off

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Luigi Santopietro
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Sport
Potenza, applausi e lacrime
ASCOLI - Il sogno del Potenza svanisce ad Ascoli. Si spegne su un gol in contropiede di Chakir che chiude un play-off magico dei rossoblù. E poi le lacrime di orgoglio. Gli applausi dei tifosi marchigiani che fanno venire i brividi. E poi il coro di ringraziamento dei 600 supporters rossoblù che risuona con un’eco potente. E poi lo striscione dedicato a mister Pietro De Giorgio, condottiero nel bene e nel male. E soprattutto uomo vero. I finali sono sempre un po’ nostalgici, ma questo lo è come non mai. Perché arriva al culmine di 50 partite che nel bene e nel male hanno regalato tante emozioni: le vittorie storiche, un quarto di finale nei play-off e soprattutto la ciliegina sulla torta della conquista della Coppa Italia. Tutti elementi che rendono quella appena conclusa la stagione più importante del club rossoblù negli ultimi 60 anni.
ASCOLI AVANTI - E così passa l’Ascoli, che con due risultati su tre a disposizione, fa la sua partita, domina il primo tempo, soffre per metà ripresa, per poi piazzare la zampata decisiva a 10 minuti dal termine in contropiede.
LE SCELTE - Kirwan, Balzano, Castorani, De Marco e Petrungaro sono le novità dell’undici iniziale del Potenza, rispetto a domenica scorsa. Chiaro l’intento, almeno iniziale, di giocare una partita intensa e con forze fresche. Ma soprattutto di cercare la riconquista del pallone, più che il palleggio. Infatti non c’è Felippe, ma in cabina di regia c’è De Marco. Tomei, sul fronte marchigiano non cambia assolutamente nulla e ripresenta a distanza di tre giorni lo stesso undici che aveva sfiorato la vittoria al Viviani.
CRONACA - Nei primi 10 minuti le squadre si studiano. Poi l’Ascoli alza i giri del motore. Cucchietti è bravo su D’Uffizi, in almeno un paio di circostanze. Poi ancora su Rizzo Pinna e Corradini, e quando il portiere in maglia arancione non ci arriva prima Castorani e poi Camigliano salvano reti che apparivano già fatte. La squadra di Tomei, che fa anche un pressing asfissiante, non consente al Potenza di uscire mai dalla sua trequarti campo. I lucani non riescono a imbastire pericoli ma in due circostanze lasciano il segno. Una conclusione di Murano poco efficace e uno scatto in contropiede di Petrungaro, chiuso da Curado, ma che costringe Nicoletti a uscire per infortunio. Nel primo tempo il possesso palla dei bianconeri sfiora il 70 per cento, ma il Potenza è bravissimo a stare dentro la sofferenza e a fare una fase difensiva a tratti perfetta. Non è il miglior primo tempo dei rossoblù ma lo 0-0 tiene vivo il discorso qualificazione. Ed era quello l’obiettivo di De Giorgio. Nella ripresa, infatti, il Potenza cambia passo, aumenta il baricentro, recupera più palloni.
Cucchietti è attento su Silipo e Corradini, ma sono due occasioni del Potenza a raggelare il sangue dei tifosi ascolani. Schimmenti, arginato bene da Rizzo in contropiede. De Giorgio mette dentro forze fresche. Fuori Murano e D’Auria in attacco, out Castorani e De Marco a centrocampo. Con Selleri, Ghisolfi e Felippe i rossoblù crescono di intensità. L’Ascoli profonde il suo massimo sforzo, ma è con le forze fresche in campo che il Potenza trova coraggio ed efficacia. Felippe mette subito Ghisolfi in condizione di fare male, ma il tiro è fuori misura. Occasione che spaventa i padroni di casa, che vanno anche in gol con Chakir, ma in posizione di fuorigioco (28’). Il Potenza prova a far venire fuori l’Ascoli e guadagna qualche metro, ma è l’ingresso di Chakir a mandare all’aria i piani degli ospiti. Lunga fuga di Guiebre incontrastato e palla nello spazio per Chakir che fulmina Cucchietti (36’). E’ la rete che chiude ogni tipo di possibilità ai leoni.
Finisce ai quarti l’avventura del Potenza. Un traguardo prezioso che eguaglia il massimo storico raccolto dal club in terza serie. La squadra di De Giorgio è migliorata per step nel corso di una stagione infinita. Ora è il momento di rifiatare, poi si passerà alla programmazione del futuro. Con in testa il presidente Donato Macchia e l’ad Nicola Macchia che dovranno ripartire dal tesoretto accumulato negli ultimi 12 mesi. Il diesse Peppe Di Bari ha avuto modo di studiare pregi e criticità di un gruppo dai valori già alti, a cui servirebbero pochi ritocchi per portarlo a livelli super. Fondamentale sarà l’incontro tra società e tecnico. Poi si potrà parlare di eventuali rinnovi e ritocchi in rosa. Ora l’attenzione si sposta su stadio e iscrizione. Quattro-cinque giorni di relax, poi si inizierà a pensare alla prossima stagione.

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