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Il delitto di Montescaglioso

Omicidio D’Aria, condanna definitiva all’ergastolo per l’assassino

Il 32enne Gianmarco Mossuto aveva colpito la vittima con due coltellate all'addome e al collo

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Omicidio D’Aria, condanna definitiva all’ergastolo per l’assassino
I primi rilievi della scientifica sul luogo del delitto
MONTESCAGLIOSO – A quasi quattro anni di distanza dai fatti diventa definitiva la condanna all’ergastolo nei confronti di Gianmarco Mossuto, il 32enne accusato di aver ucciso il 17 giugno del 2018 a Montescaglioso il 42enne Luigi D’Aria: il corpo dell’uomo era stato ritrovato senza vita nelle campagne alla periferia del paese. La Corte di Cassazione, nella giornata di martedì ha, infatti, confermato il verdetto della Corte d’assise d’Appello di Potenza che nel febbraio dello scorso anno aveva condiviso l’impianto accusatorio già delineato in primo grado con la sentenza della Corte d’assise del capoluogo lucano che nel dicembre 2019 aveva portato alla condanna al carcere a vita per l’omicida. Mossuto è accusato di omicidio aggravato dai futili motivi e perchè commesso con crudeltà. Un delitto che aveva scosso l’intera comunità di Montescaglioso. D’Aria venne ucciso con almeno due coltellate, che lo avevano raggiunto all’addome e, con particolare violenza, al collo: il suo cadavere era stato trovato a poca distanza da una casa di proprietà di un altro uomo, inizialmente arrestato insieme a Mossuto per concorso in omicidio ma poi scarcerato per l’insussistenza di elementi a suo carico. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri, quest’ultimo e Mossuto avevano intenzione di ristrutturare la casa per andarci successivamente a vivere con le rispettive compagne. La vittima si recava con una certa frequenza presso quella casa di campagna, forse per consumare della droga. Il giorno del delitto Mossuto avrebbe sorpreso il 42enne e al termine dell’ennesimo litigio lo avrebbe colpito a morte. Il fratello della vittima, Domenico D’Aria, (assistito dall’avvocato Vittorio Cardinale) figura come parte civile nel processo: “Il Supremo Collegio – ha evidenziato l’avvocato – ha finalmente messo la parola fine su questa vicenda e dopo tre lunghi anni di battaglie giudiziarie ha confermato l’ergastolo comminato al Mossuto sin dal primo grado”.

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