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Salvatore Terracina l'operaio morto il 21 settembre

Basilicata, cinque morti bianche nel 2026. L'ultima tragedia a Sant'Arcangelo

A Senise e Matera le celebrazioni per la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Infortuni e malattie professionali restano un’emergenza

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Redazione
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Primo Piano
Basilicata, cinque morti bianche nel 2026. L'ultima tragedia a Sant'Arcangelo
POTENZA- Oggi 11 ottobre si celebra la 76esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, con il pensiero rivolto alle persone che hanno perso la vita, ai lavoratori che hanno subito gravi conseguenze e alle loro famiglie.
La manifestazione promossa dall'Animl si è svolta stamane a Senise nel ricordo di Salvatore Terracina, l'operaio lucano che ha perso la vita in un cantiere di Sant'Arcangelo lo scorso 21 settembre, l'ultima morte bianca in Basilicata. 
Cinque le vittime nella nostra regione in questo 2026, tre nel Potentino due nel Materano, quattro in meno rispetto allo scorso anno. In crescita gli infortuni passati da 2.200 a 2.038, come pure in crescita sono le malattie sul lavoro.
«La sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale e una responsabilità collettiva». Lo dichiara l’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, in occasione della Giornata promossa dall’Anmil, celebrata anche a Matera. «Il fenomeno richiede attenzione costante. Secondo le tabelle regionali dell’Inail, nel 2025 in Basilicata sono state presentate 3.876 denunce di infortunio per luogo di accadimento, rispetto alle 3.861 del 2024. Sono dati relativi alle denunce, non al numero definitivo degli infortuni riconosciuti, ma richiamano con forza la necessità di investire nella prevenzione».



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