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Situazione a macchia di leopardo sul territorio della Basilicata

Caro carburante, la protesta non si ferma: autotrasportatori ancora in rivolta dopo l’incontro con Salvini

Blocchi smantellati sulla Jonica, ma restano attivi i presidi sulla Sinnica, a Potenza e Tito Scalo. Gli agricoltori del Metapontino preparano un corteo di trattori. Il vescovo Fanelli: "Servono risposte concrete e tempestive"

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Primo Piano
Caro carburante, la protesta non si ferma: autotrasportatori ancora in rivolta dopo l’incontro con Salvini
POTENZA- L'incontro con il ministro ai Trasporti Matteo Salvini non è stato risolutivo. Le promesse fatto al tavolo con le rappresentanze di categoria degli autotrasportatori dovrebbero trovare conferma in un prossimo vertice già fissato al 27 ottobre. La risposta dei territori però, non è stata univoca. Se in Sicilia i presidi sono stati smantellati, lo stesso non è accaduto in Puglia, Calabria, Molise e Campania dove proseguono le proteste di agricoltori e autotrasportatori, con una situazione che varia da zona a zona. Come sta succedendo nella stessa Basilicata. Nella giornata di ieri, Salvini ha annunciato lo stanziamento di 480 milioni di euro. Ma le associazioni attendo la prova dei fatti. Sulla 106 Jonica nella notte è stato smantellato il blocco ormai attivo da 4 giorni come segno di protesta contro il caro carburante e il carovita. 
La mobilitazione, tuttavia, continua in altri punti del territorio lucano. A Tursi, nei pressi dell'incrocio con la Sinnica, gli agricoltori manterranno attivo il presidio anche oggi. Gli autotrasportatori, invece, proseguiranno la protesta sul raccordo Sicignano-Potenza, lungo la complanare del capoluogo lucano e nell'area di Tito Scalo, vicino alla sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Per sabato prossimo 24 ottobre il Comitato agricoltori del Metapontino ha indetto un corteo di trattori e camion che partirà dall'istituto agrario di Marconia per raggiungere Metaponto, aperto anche alla partecipazione dei cittadini, sulla scia di quanto avvenuto a Lavello.
Intanto arriva il monito del vescovo di Melfi, monsignor Ciro Fanelli, indirizzato alle istituzioni: “A quanti hanno responsabilità di governo – dice il vescovo – rinnovo l’invito ad ascoltare con attenzione la voce della nostra gente e a offrire risposte concrete e tempestive, tenendo presenti le famiglie e le comunità che desiderano continuare a vivere e lavorare con dignità in questa terra. Il bene comune si misura sempre dalla condizione dei più fragili”.

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