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Basilicata, Puglia e Calabria al quarto giorno di sciopero

Da Potenza alla Jonica, cresce la mobilitazione degli autotrasportatori

Caro gasolio, la protesta esplode in Basilicata: bloccati gli svincoli. Presidi anche a Tito e Melfi: "Ci sentiamo abbandonati". Domani il tavolo con Salvini

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Michelangelo Russo
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Primo Piano
POTENZA - Cresce il fronte della protesta che da settimane si registra nel comparto dell'autotrasporto. Con l'approssimarsi del tavolo convocato dal ministro Salvini, - in programma domani a Milano - anche in Basilicata aumenta il numero dei lavoratori che hanno deciso di spegnere i motori dei mezzi e manifestare il proprio disappunto rispetto al tema del caro gasolio.
Questa mattina alle porte di Potenza una nutrita rappresentanza degli autotrasportatori ha inscenato un presidio agli ingressi della città, in particolare nei pressi degli svincoli di Potenza est, Potenza ovest, e della zona industriale di Tito del raccordo autostradale tra il capoluogo lucano e Sicignano degli Alburni (Salerno). Sulla Jonica il presidio è ormai giunto al quarto giorno di blocco. A Melfi, invece, la tregua è durata un solo weekend. Un'intera categoria che si sente abbandonata. Tra le richieste dei manifestanti, anche lo sblocco degli incentivi per l'acquisto di nuovi mezzi e il rinnovo del parco veicolare.
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